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Marco Goldin continua la sua ricognizione critica e storica sull’arte internazionale del XIX secolo, con un nuovo libro che si presenta come una vera e propria storia dell’arte dell’Ottocento tra Europa e America.

Il suo titolo è Il giardino e la luna. Arte dell’Ottocento dal romanticismo all’impressionismo (La nave di Teseo, 600 pagine, 200 illustrazioni a colori nel testo, 24 euro).

Con una scrittura come sempre coinvolgente anche dal punto di vista letterario, Goldin si muove agevolmente su un terreno che studia da tantissimi anni e che conosce alla perfezione, non soltanto dando voce agli artisti più noti, ma anche riservando la sua attenzione a parti molto meno frequentate, ma ugualmente splendide, del secolo.

Certamente la Francia resta il cuore dell’arte ottocentesca, ma il libro parte dalla straordinaria stagione romantica, tra Germania e Inghilterra, da Friedrich e Runge a Turner e Constable. Ci porta poi, sempre nell’ambito della natura, a Corot, Millet e la scuola di Barbizon, per introdurre il tema dei vari realismi e anche della nascita della fotografia, così vicina alla pittura.

Poi si sposta in America, non solo con i grandi e affascinanti pittori della Hudson River School, da Thomas Cole a Edwin Church, ma anche con l’impressionismo a stelle e strisce e con Winslow Homer, autore che fa da cerniera verso Hopper. Quindi il magico e incantato realismo in Scandinavia, e poi nel centro e nell’est dell’Europa.

Prima dei sei capitoli, vero e proprio libro nel libro, dedicati ai vari aspetti dell’impressionismo. Un’ampia ricostruzione sia storica sia ovviamente artistica di grande interesse.

Il conflittuale rapporto con il Salon, la nascita e l’affermazione dell’impressionismo prima della sua crisi, le otto mostre impressioniste dal 1874 al 1886, i grandi pittori che ne hanno decretato il successo, da Monet a Renoir, da Cézanne a Degas. Anche con un capitolo monografico su Manet, vero anticipatore. Di tutto questo Marco Goldin scrive, aprendo le porte di un mondo, rovesciando talvolta alcuni luoghi comuni.

In appendice, tre capitoli riservati ad altrettanti poeti (T.S Eliot, Attilio Bertolucci e Goffredo Parise) che sono stati fondamentali nella formazione sentimentale per lo scrivere di pittura di Goldin.

A loro egli riserva alcune decine di pagine incentrate soprattutto sul rapporto tra uomo e natura, quello stesso da cui muovono i suoi due testi poetici e che il critico pone, con il titolo Luce del principio, all’inizio del libro. Come annuncio dei temi che seguiranno, immediatamente identificati nell’affermazione di partenza: “L’Ottocento è il secolo della natura”.