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Brescia. Con il nuovo anno riparte in città la rassegna di “Libri in movimento”, la manifestazione ideata e promossa, in una strategia di rete coordinata da associazioni culturali operanti sul territorio bresciano e dalla rivista di Letterature Inkroci e si articola in incontri settimanali con autori e in un evento finale dedicato ai mestieri del libro.
Per l’edizione 2018 sono i luoghi, in senso lato, e gli spazi vissuti e dei vissuti a tessere la trama sotterranea tra i temi. Il tema del mese di gennaio è: “Muri”.

Nata dalla collaborazione tra associazioni, enti e altre realtà operanti in campo culturale sul territorio bresciano, Libri in Movimento è una rassegna letteraria itinerante che, attraverso sguardi, luoghi e voci, intende offrire al pubblico una riflessione intorno ad alcuni nuclei tematici che variano mensilmente e che riguardano l’uomo e il suo essere nel mondo, con i propri sentimenti, con le proprie passioni, azioni, impegni e diritti, civili e sociali.

Per il mese di gennaio sono previsti incontri con gli autori e una mostra fotografica, ecco il programma:

venerdì 12 gennaio alle ore 18,30 ad aprire la rassegna sarà l’incontro con Roberto Escobar, presso il MO.CA. – Centro per le Nuove Culture in via Moretto 78. Presenta il libro: “Metamorfosi della Paura” (Il Mulino edizioni). Finita l’appartenenza legata alle ideologie, si va diffondendo un’appartenenza etnica, minima, localistica; riemergono i meccanismi più arcaici che fondano e regolano il sentimento di identità, dei gruppi come dei singoli. Animali senza artigli, sprovvisti di strumenti istintuali adeguati per sopravvivere, gli uomini vivono sul margine del disordine. Per vincere questa precarietà, i gruppi si chiudono in confini, materiali ma anche e soprattutto rituali e simbolici, ed espellono la paura rovesciandola in odio per il nemico esterno o lo straniero interno: l’immigrato, il nero, l’ebreo, lo zingaro.

Venerdì 19 gennaio alla biblioteca di Passirano in piazza Europa 16, Franco Farinelli, geografo, docente universitario e presidente dell’Associazione dei geografi italiani, presenta i libri: Crisi della ragione cartografica e L’invenzione della Terra.

Venerdì 26 gennaio Maurilio Rino Riva alla sala consigliare di Roncadelle presenta il libro: “Se i muri potessero raccontare”.  Un romanzo nel quale la natura del narratore viene palesata dal sottotitolo Memorie operaie in cemento armato: la voce di una fabbrica abbandonata i cui muri stanchi di invecchiare e deprimersi in solitudine decidono di raccontare la vita delle persone che lì dentro hanno lavorato e lottato. Sono memorie in cemento armato in quanto testimonianza dei muri della fabbrica, memorie coriacee poiché granitici erano quegli anni per la durezza delle battaglie e il tipo di conflitto. È una Spoon River operaia in cui la pietas accomuna la tristezza dei grandi agglomerati manifatturieri inselvatichiti nell’attesa di fruttiferi riutilizzi e la fatica per togliere dal cono d’ombra dell’oblio sofferenze e passioni di donne e uomini che in quei luoghi spesero intera o in parte la loro esistenza. Per riflettere sul perché di ciò che è stato e non è più.

Dal 9 gennaio al 3 febbraio la biblioteca Queriniana, in via Mazzini, ospita la mostra fotografica “La Seralità del Male” di Fausto Capitanio. Da Auschwitz-Birkenau alla risiera di San Sabba, dalle carceri cambogiane a quelle sudafricane di Robben Island. Banalità e serialità del male sono elementi della stessa prigione: acciaio, cemento ma anche assenza ed ombre. Fausto Capitanio con le sue istantanee in bianco e nero, che percorrono l’intera rivista fungendo da testo nel testo, coglie la violenza dell’assenza, dando voce al silenzio dei “colpevoli”. Silvia Albertazzi ribadisce l’esigenza di questa fotografia, una fotografia sociale che non faccia da corredo alle vittime ma aspiri a gettare nuovi sguardi sul presente.

“In ogni luogo il fotografo ha saputo trovare un elemento che lo rende tragicamente unico, un “punctum” fotografico, ovvero, secondo Roland Barthes, “quella fatalità che (in una fotografia) mi punge, mi ghermisce”.” (Silvia Albertazzi).

Si può visitare la mostra “La serialità del male” dal martedì al venerdì dalle 8.45 alle 18.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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