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Emma ha poco più di sessant’anni, un bell’aspetto, una figlia adulta e un matrimonio apparentemente felice.

Lavora in una nota libreria dove organizza incontri culturali. Ha un gruppo di amiche care che invidiano il suo buon rapporto con Pietro: venticinque anni di amore coniugale. Una fortuna, un record.

Peccato che la mattina di un giorno come tanti altri, Emma scopra che Pietro le ha mentito. Perché non è a Milano nel suo solito albergo? Dov’è? Il fedifrago crolla subito. Le ha mentito perché ha una storia, peggio: è innamorato. E la rivale, ovviamente, non è una loro coetanea, bensì una donna molto giovane.

Emma è tramortita dalla sorpresa, poi sconvolta da una rabbia che deborda in breve su tutto il genere maschile, quindi profondamente offesa: una persona come lei non merita di subire la Grande Banalità maschile: credere che la giovinezza torni a sorriderti se sostituisci tua moglie con una trentenne.

Una tranquilla lettura per l'estate
Una tranquilla lettura per l’estate

Con l’aiuto, o forse nonostante l’aiuto delle amiche, Emma reagisce. Non si nega niente: dallo shopping compulsivo a un paio di avventure erotiche. E, poco per volta, il suo tasso di autostima risale portandosi dietro un nuovo ottimismo. Ma non è detto che le cose vadano come le abbiamo immaginate o sperate. A volte possono andare anche meglio.

“Non essere ridicola” di Brunella Schisa è il libro che tiene a battesimo una nuoca collana della Giunti dedicata a donne che stanno vivendo il cosiddetto “terzo tempo”, ovvero dai 50/55 anni in su.

A volerla è stata una scrittrice, Lidia Ravera, che a questo periodo della vita, così complesso per le donne, ha dedicato almeno un paio di libri:  “L’amore che dura” e appunto “Il Terzo tempo”, che dà il nome alla nuova collana che proporrà due titoli ogni quattro mesi.

La platea di lettori e soprattutto lettrici appare molto ampia: figli del baby boom i nati fra il 1946 e il 1964 sono un esercito che, con le ultime aspettative di vita, si trovano davanti ancora una trentina d’anni da vivere con corpi affidabili e menti sveglie.

Questa prima storia di Terzo tempo è una storia d’amore. Perso e ritrovato. Potrebbe sembrare banale, ma poiché appartiene a tante e a tanti non lo è.

Brunella Schisa, scrittrice e giornalista napoletana classe 1953,  conduce la storia fuori da ogni banalità di scrittura, mettendo in luce le difficoltà e la complessità misteriosa dei rapporti di coppia, la relazione ogni tanto inquieta fra madri e figlie, il legame fra amiche, fondamentale in ogni tappa della vita. Happy end garantito.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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