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Perché il salvataggio delle banche riguarda la ragazzina all’ultimo banco? Che cosa interessa al primo della classe se i loro genitori comprano cibo biologico?

I temi dell’economia salgono in cattedra: “L’economia in classe” è un libro che nasce dall’esperienza del progetto “Cambiamo registro!”, ciclo di incontri nel corso dei quali tre giornalisti della rivista mensile Altreconomia hanno portato in oltre 300 classi delle scuole medie superiori lombarde 15 argomenti di stringente attualità, legati ad economia, finanza, etica e consumi, informazione e web.

La sfida è affrontare in classe temi come la globalizzazione, la finanza internazionale, la povertà e le disuguaglianze, le migrazioni e il razzismo, il cambiamento climatico, le energie da fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile, l’agricoltura biologica, il consumo di suolo, l’acqua “bene comune”, il commercio equo e le altre forme di consumo critico, i viaggi di turismo responsabile, l’informazione e i suoi padroni, l’economia di Internet e dei social network.

copertinaQuesto libro non solo raccoglie in 15 capitoli i contenuti degli incontri – le cui sintesi sono una traccia perfetta per genitori, educatori, insegnanti, anche di gradi di scuola differenti – ma soprattutto illustra il metodo e il format utilizzato con i ragazzi: un incipit che susciti interesse, i luoghi comuni da sfatare, uno schema narrativo pensato a partire dalle esperienze concrete, il momento del dibattito, i materiali a cui attingere.

Il registro è quello classico del giornalismo: i fatti prima di tutto, ma anche le ragioni profonde, i prodromi, le conseguenze di un fenomeno. In altre parole una guida per guardare il mondo da una prospettiva differente e comprendere la realtà nella sua complessità.

Ma se il primo obiettivo è stimolare lo spirito critico dei ragazzi, il secondo è dotarli degli strumenti per poter esercitare questa indipendenza di pensiero.

La “cassetta degli attrezzi” contiene le informazioni di base: un glossario per non rimanere attoniti di fronte alle parole sconosciute; una solida piattaforma di pochi concetti e di definizioni a cui attingere via via che ci si addentra in un tema; un contesto storico e una cronologia che collochi sul cammino le milestones della conoscenza di un fenomeno; i numeri e i dati che non possono essere ignorati; la sostanza del fenomeno, i suoi opinion leader, la sua attualità, legata a quello che si può leggere su un giornale o sul web.

Il terzo obiettivo è affrontare la complessità, che corrisponde quasi sempre all’incontro con l’“altro”, con il punto di vista altrui. La possibilità di comprendere a pieno un settore economico o la sua dinamica non dipende tanto dalle nozioni apprese ma dalla capacità di mettersi nei panni dell’altro – del contadino del Sud del mondo o del risparmiatore etico, del migrante e dell’amministratore pubblico – e di condividerne lo sguardo, le lotte, l’impegno.

Un’empatia cognitiva che permette di passare dal senso critico al consumo critico, e di formare nuovi cittadini attivi.

Un format facile da utilizzare per tutti, in alcuni casi con l’ausilio di un “esperto” o di un’organizzazione, con semplici strumenti tecnici – proiezioni video, slide in movimento – o materiali quotidiani, come il giornale, internet, una mappa.

Che cosa si lascia ai ragazzi? Una “bussola” che comprende una bibliografia o una scelta di siti web, consigli sui nostri comportamenti individuali e collettivi da proporre al contesto scolastico o familiare, un indirizzario delle realtà territoriali che si occupano dell’argomento, una proposta di impegno – ad esempio – a livello di volontariato.


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