Tempo di lettura: 3 minuti

Padernello (Brescia) – Sarà “Il banchiere sociale”, libro che ricostruisce la vicenda umana e professionale di Luigi Pettinati, direttore di Cassa Padana e una delle anime e degli artefici del progetto di recupero e rilancio del castello e del borgo di Padernello, il libro protagonista del secondo appuntamento di “Un’ora d’autore” ospitato a castello. 

Questo libro, chiariscono fin da subito i curatori (Stefano Boffini e Macri Puricelli) non è la ricostruzione scientifica dell’opera e del pensiero di Luigi Pettinati.

Prima di tutto è un omaggio a una persona che ha dedicato la vita, spendendosi fino in fondo, alla banca di credito cooperativo – Cassa Padana – di cui è stato direttore generale per oltre 24 anni. Lo ha fatto in modo originale, sulla base di un pensiero innovativo che rappresenta la principale eredità che ci consegna per il futuro, oltre alle tante opere concrete realizzate, frutto della dedizione sua e dei colleghi della banca.

Ma non è un “santino” di una personalità così complessa e articolata, piuttosto un percorso per trarre spunti utili – per chi ha avuto la fortuna di compiere un pezzo di viaggio insieme a lui – e beneficiare così ancora nel futuro della sua “scia di pensiero”.

Per chi invece non l’ha conosciuto, il libro è un’occasione proficua per riflettere su temi oggi molto attuali, partendo da un’esperienza forte, concreta e soprattutto vera.

Il filo che tiene unito tutti i contributi del libro è il pensiero originale maturato da Luigi Pettinati e la coerenza dell’azione.

Ci si sofferma sui tratti innovatori e “non strettamente bancari” nel senso più ortodosso del termine, proprio perché sono la caratteristica originale della sua opera sebbene Luigi Pettinati sia stato prima di tutto il direttore generale di una banca di credito cooperativo.

Una banca che per statuto non ha obiettivi di lucro – bensì di costruzione di bene comune, coesione sociale e crescita sostenibile della comunità in cui opera – ma è pur sempre una banca, con tutte le relative conseguenze di responsabilità, impegno e anche vincoli normativi, regolamentari e di controllo. Lo è stato per l’impegno, la professionalità e il tempo che materialmente ha dedicato, ma anche per i risultati ottenuti e per la crescita realizzata in vent’anni da Cassa Padana che da una realtà della bassa bresciana con 7 filiali è diventata un soggetto multiregionale con 65 sportelli.

Per Luigi Pettinati economia, cultura, solidarietà e fare banca non devono vivere separate in compartimenti stagni. Ma si nutrono l’una dell’altra. Ciò non lo ha solo teorizzato, ma ha cercato coerentemente di svilupparlo, sostenendone fino in fondo il peso e la responsabilità di scelte spesso anticipatrici e controcorrente.

Le idee e le azioni di questo figlio illustre del credito cooperativo – e del mondo della cooperazione più in generale – rappresentano un grande patrimonio a cui attingere in futuro.

Riferito poi più in generale all’economia, ciò che questo libro propone è un esempio concreto della difficoltà e dell’impegno “missionario” richiesto – ma anche della bellezza, del senso e dei risultati che si possono ottenere – se in un’attività di impresa si provano a portare avanti, con pari dignità, obiettivi di creazione di valore e di bene comune, coesione sociale, crescita sostenibile di una collettività di riferimento.

Luigi Pettinati diceva spesso che si sentiva come nella scia di un pensiero millenario, ricevuto da chi lo aveva preceduto. Lui sentiva il dovere di portare il proprio contributo in modo originale, affinché poi altri in futuro continuassero a svilupparlo, rielaborandolo autonomamente e con tratti distintivi propri.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *