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Con la violenza non si dialoga, con la rabbia non si patteggia.

Lo sa bene Marinella, protagonista e voce narrante dell’omonimo romanzo “Marinella. Una piccola storia ignobile“, scritto da Rossana Carturan e pubblicato da All Around anche in versione audiolibro; la metà dei proventi verrà devoluta alla Casa internazionale delle donne di Roma.

Con la fierezza dei suoi 16 anni, la ragazza ricorda con lucidità le botte ricevute dal padre Antonio, che l’hanno resa cieca sei anni prima.

Il genitore, oltre ad accanirsi sull’unica figlia, lo faceva anche con la moglie Teresa fin dai primi mesi di matrimonio, tanto da anticipare il parto proprio a seguito di una sua aggressione.

Dopo un tentato stupro nei confronti della bambina, e l’acclarata perdita della vista, Teresa decide di lasciare Napoli e trasferirsi in un imprecisato paese del Nord.

La figlia sviluppa un carattere spigoloso, ruvido: il suo sarcasmo a proposito della disabilità acquisita è costante, graffiante, quasi volesse sbatterla in faccia senza eufemismi a chi s’imbatte in lei.

Segno che il trauma subìto resta irrisolto, sprofondandola in un buio anche interiore. Forse per affrontare questo nodo Marinella accetta di incontrare il padre dopo tanto tempo: una decisione scaturita dal legame misterioso fra vittima e carnefice?

(La recensione è tratta dal numero di maggio di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)