Le rose non potevano mancare nel percorso letterario e filosofico di Chiara Saccavini, scrittrice, botanica, filosofa friulana, autore di una decina, ormai, tra trattati botanici estrani libri che hanno le piante, dalle viole ai garofanini, alla piantaggine.. come protagonisti.

Sono piante che la scrittrice, che si autodefinisce come nata sotto un cavolo, non solo pratica e conosce molto da vicino nella sua quotidiana attività di vivaista in quell’Orto Fiorito che è un imprescindibile punto di incontro per i pollici verdi di mezza Italia.

Ma di cui la studiosa indaga vita e storia, il loro animarsi nelle tradizioni popolari, ricerca i significati più nascosti, la vita segreta. Perché, in ogni pianta, anche nella più minuta, c’è l’intero mondo e c’è ognuno di noi.

Già dal titolo: “Siedi all’ombra delle rose, questo suo più recente lavoro (pubblicato da Youcanprint, 12 euro) suona come un invito a entrare, in punta di piedi, in un immenso, segreto roseto e farsene lentamente, piacevolmente ammaliare, irretire, conquistare.

Protagonista del racconto è un giardino cinto da una verde ed altissima siepe che sembra trasformarlo in un labirinto; un giardino da cui promana un particolare, intenso profumo di rosa antica, che sarà il filo di Arianna capace di guidare i personaggi alla scoperta della natura e della loro stessa vita.

Come aveva fatto il filosofo Epicuro nella sua residenza giardino di Melite coltivando piante officinali e fiorite, così i protagonisti, ognuno a modo suo, si occupano delle rose che lo colorano.

E, come fece Epicuro, assieme alle piante nel giardino si coltiva la ricerca della felicità, perché non è mai troppo presto o troppo tardi per acquistare la salute dell’anima.

L’autrice non è nuova a queste esperienze e ci guida cautamente, ma con determinazione sorridente, dentro un luogo ricco di porte verdeggianti e di spazi che aspettano di essere ridefiniti nel loro vissuto dagli abitanti-viaggiatori che incrociano le loro esistenze, apparentemente pragmatiche, in questo tempio lussureggiante.

Il giardino è un’eredità, amata e modellata dal vecchio proprietario, non capita però dall’impaziente giovane che ne sarà il fortunato possessore.

Come sempre, però, le fortune che arrivano senza aver colto la fatica della costruzione di esse, vengono sprecate e si cerca di sbarazzarsene al più presto.

Chi saprà cogliere l’occasione di modellare di nuovo questo spazio profumato e colorato, senza spezzarne l’anima? Oppure occorre spezzare l’anima di un posto per poterlo rivitalizzare di nuovo?

E’ meglio inoltrarsi in questo labirinto di porte verdi e profumi rosati, così forti da sembrare muri di difesa di una città fortificata interiore, oppure pragmaticamente spianare e pulire gli istinti verdeggianti e far luce negli spazi del labirinto?

In questo, che appare come un romanzo ellenistico dal lieto fine, si celano invece, le domande “forti” della vita, in cui qualche volta vale davvero la pena di “soggiornare” in compagnia di una lettura bella e lieve come il racconto di Chiara Saccavini.

Da sempre affascinata dal Regno vegetale e dalle sue relazioni con la storia e la psicologia umana, Chiara collabora con riviste e trasmissioni radio ed è autrice di diversi scritti incentrati sul rapporto millenario di reciproco scambio e conoscenza tra gli uomini e la Natura.

Laureata in Lettere e filosofia, si dedica da anni a ricercare e coltivare piante esotiche come le Begonie, che la affascinano per la bellezza e particolarità dei loro fogliami.

Tra i suoi scritti che hanno conquistato molti lettori con la sua prosa leggera e fluente ed i suoi riferimenti letterari e filosofici, ricordiamo: Garofani, Storie di Viole, Natura d’alberi, Breve guida pratica per erboristi fantasiosi, Incontri con piante straordinarie, Fiore di piantaggine.