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Qui, la felicità si trova nel proprio riflesso sulla superficie del tè nella tazza. Tra le pieghe delle montagne. A cavallo di ogni onda. Lungo le luci di Natale appese alle finestre delle case. Nel profumo di cannella. Dentro la fiamma calda di una candela appoggiata su un tavolo di legno grezzo. In groppa ai cavalli.

In ogni scodella di zuppa di pesce. La felicità è quel baleno sfumato che irradi quando guardi l’aurora boreale, quando ti fermi a contemplare i piccoli iceberg che galleggiano in una laguna. La felicità è anche la pace rasserenante e rincuorante che trovi quando senti di essere a casa, e l’Islanda è ormai diventata la mia casa. Imperfetta e migliorabile come tutte, ma pur sempre la mia unica e insostituibile casa.

La chiamano la Terra del Ghiaccio e del Fuoco: una tundra avvolta dal gelo e punteggiata dai vulcani. È il Paese delle aurore boreali, delle pulcinelle di mare, degli iceberg e dei geyser.

Comunemente, l’Islanda è tutto questo. Ma per conoscere veramente quest’isola, per scoprire la sua anima, non basta fermarsi alle prime impressioni. Perché ghiacciai e spiagge nere non sono solo meraviglie della natura, ma anche silenziosi testimoni di sbarchi di pirati e cacce agli stregoni. Perché sotto le luci del Nord vive un popolo con una cultura straordinaria, in parte molto diversa dalla nostra, ricca di capolavori letterari e tradizioni affascinanti. Perché l’architettura moderna, talvolta poco attraente, racchiude profumi ed esperienze sorprendenti.

Questa Islanda ce la racconta Roberto Luigi Pagani, autore del celebre blog Un italiano in Islanda.

Nell’omonimo volume pubblicato da Sperling & Kupfer, l’autore, che dal 2014 vive a Reykjavík, ci prende per mano e ci porta alla scoperta dell’isola attraverso venti tappe fondamentali: parte dal promontorio di Ingólfshöfði, dove ha avuto inizio la storia d’Islanda, e passa da luoghi come Hörgsland e le sue leggende elfiche

. Dalle case di torba di Glaumbær all’isola di Flatey, che dà il nome al più prezioso manoscritto islandese. Dalle vie trafficate e dai bar profumati di cannella della capitale ai solitari altipiani.

Questo libro è una guida in cui si fondono mito, magia, storia, costume, geologia. Ma non solo: scopriamo l’Islanda anche dal punto di vista dell’autore che, con voce appassionata, ci racconta senza censure le difficoltà e la bellezza del vivere in un luogo così remoto, scardina pregiudizi e preconcetti, svela le differenze tra le nostre culture e ci narra la sua meravigliosa storia d’amore con l’isola di ghiaccio.

Un italiano in Islanda è un libro per scoprire un mondo sconosciuto e fantastico, una guida emozionale per chi ama viaggiare, anche solo con il cuore.

Nel 2014 si è trasferito in Islanda, e l’anno successivo si è laureato in Studi medievali islandesi all’Università di Islanda, a Reykjavík, dove è poi diventato docente e ricercatore dottorando in Linguistica e paleografia islandese.

A partire dal 2016 infatti ha insegnato Manoscritti medievali islandesi, Grammatica e letteratura italiana e Storia dell’opera italiana. Poliedrico, come insegna lo spirito islandese, è anche guida turistica, traduttore e blogger. La sua pagina Un italiano in Islanda è la più seguita in Italia sul tema.

 

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