Cremona. In occasione dell’iniziativa Libriamoci, giornate di lettura nelle scuole, in programma dal 24 al 29 ottobre, il Sindaco Gianluca Galimberti oggi è intervenuto alla scuola media Virgilio leggendo a due classi alcune pagine del libro ‘L’amico ritrovato’.

L’amico ritrovato (titolo originale inglese: Reunion) è un romanzo di Fred Uhlman, lo scrittore e avvocato tedesco nato a Stoccarda il 19 gennaio 1901. Il romanzo, dal quale nel 1989 fu tratto anche un adattamento cinematografico, è un racconto breve che narra l’amicizia tra un ragazzino ebreo, di nome Hans Schwarz, e il coetaneo tedesco Konradin von Hohenfels, che dovrà scontrarsi con l’affermazione delle leggi razziali. Infatti libro è ambientato durante la dittatura nazista in Germania (1933-1945) ed è ispirato alla vita dell’autore.

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Il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti legge “L’amico ritrovato” ai ragazzini della Scuola Media Virgilio.

Hans Schwarz è un ragazzo ebreo di sedici anni che vive a Stoccarda. La sua è una famiglia dell’alta borghesia, tranquilla e rispettata, dalle idee aperte e quasi incurante della propria identità ebraica. Egli descrive i genitori come persone pacate e amorevoli nei suoi confronti, che mantengono buoni rapporti sia con i cristiani sia con gli ebrei, e di cui lui è sempre andato fiero. Un giorno di febbraio del 1932, alla classe di Hans viene aggregato Konradin von Hohenfels, un ragazzo di nobile famiglia, particolarmente elegante nei modi. Konradin intimidisce i ragazzi, pur provenienti da famiglie non povere, ma Hans desidera ardentemente diventargli amico. Tuttavia Konradin si dimostra poco attratto da lui e dal resto dei compagni. Hans riesce però a catturare l’attenzione di Konradin durante alcune ore scolastiche, seppur esso non voglia darlo a vedere.

Inaspettatamente un giorno, sulla strada di casa, Konradin rivolge la parola ad Hans. Felicissimo, Hans inizia a chiacchierare con lui, contento di aver avuto finalmente questa possibilità. I due ragazzi stringono presto una forte amicizia, trovandosi accomunati da vari interessi. Hans invita Konradin a casa sua, presentandogli i genitori. Il ragazzo continuerà poi a frequentare la casa di Hans in maniera naturale, mentre l’altro aspetta pazientemente un invito da parte di Konradin. Dopo un discreto lasso di tempo finalmente lo fa entrare in casa sua: Hans però, nota presto che il suo amico non lo presenta mai ai genitori in quanto continua ad invitarlo solo in loro assenza. La ragione di ciò sta nel fatto che la madre odia e teme gli ebrei e il padre non intende contraddirla: entrambi infatti, non gradiscono che il figlio frequenti Hans. Per questo Konradin ignora Hans quando gli capita di incontrarlo a teatro in presenza della madre e del padre.

Da quel momento la loro amicizia comincia a incrinarsi e viene definitivamente compromessa dalla graduale intrusione dell’ideologia nazionalsocialista nella vita scolastica. Quando in Germania, nel 1933, Hitler sale al potere e la situazione si fa dura anche all’interno della scuola, Hans parte per l’America, andando ad abitare presso gli zii; i genitori di Hans invece decidono di restare. Poco tempo dopo il padre di Hans, un medico nonché patriota decorato in guerra con la Croce di Ferro, non riuscendo a sopportare l’antisemitismo montante, decide di togliersi la vita.

Solo dopo molti anni dalla fuga, raggiunto da un opuscolo che propone la costruzione di un monumento agli ex alunni del Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda caduti nella Seconda guerra mondiale, Hans rilegge nomi di compagni amati e odiati resistendo, sulle prime, alla tentazione di guardare i cognomi che iniziavano con la H per paura di trovarvi il nome del suo amico. Alla fine, con uno sforzo di volontà, Hans riesce a guardare tutto l’elenco e tra i nomi elencati legge, con grande stupore e commozione, quello di Konradin che è stato giustiziato perché coinvolto nell’attentato contro Hitler. Questa informazione tramuta sentimenti e dubbi facendogli ritrovare l’amico, e riflettere dopo tanti anni su tutto quello che avevano condiviso.

Quando un amico smette di essere amico – ha commentato il Sindaco – quando non riconosce l’altro e gli passa accanto indifferente perché lui conta di meno, quando accade questa cosa ci sono già le radici della guerra. Abbiamo una responsabilità quotidiana, noi adulti e voi ragazzi: decidere se a dominare le nostre relazioni ci siano odio e indifferenza oppure il coraggio della verità e dell’amicizia per costruire un futuro di pace“.