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Mi scrive John
Cara Anna, mi chiamo John sono australiano e le ho già scritto in passato per un suono. Adesso ho una domanda professionale. Lavoro come conversatore per una scuola tecnica di Brescia.
L’età media dei ragazzi è 17/18 anni. La mia domanda è questa.

A volte penso di dare loro troppa confidenza e mi domandavo se questo era sbagliato.
Ho saputo che l’altro conversatore, che ora non c’è più, era severo e i ragazzi non volevano più venire al corso. Insomma, trovare la via di mezzo tra l’insegnante severo e quel insegnante simpatico non è facile, nonostante anni di esperienza nel campo di insegnamento.

L’altro problema è che spesso parlano in dialetto, sono fortunato se mi parlano in italiano. Lo scopo naturalmente è che dovebbero parlare in inglese. Se mi può dare qualche consiglio per come gestire questa situazione le sarei molto grato. Siccome ci tengo all’esperienza con questi ragazzi. L’ultima cosa. Non ho nessun problema di disciplina a volte sono un po’ vivaci ma niente di grave.

Distinti saluti John

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Risponde la dottoressa Anna Grasso Rossetti

Caro John, ogni soggetto adolescente (e l’età di 17/18 anni è quella dell’adolescenza esplosiva) è parte a sé: individuale e soggettiva.
Questo imporrebbe che il docente riuscisse ad essere multiforme, e ad adeguarsi a ciascuno. Cosa impossibile.

Poi, è da tenere presente che, quando gli adolescenti diventano “GRUPPO”, personalità e particolarità si assommano, e diventano ancor più complicate.

Un insegnante viene “seguito” ed ascoltato quando si fa rispettare, senza essere impositivo. Sono inutile le ritorsioni, le punizioni reattive. Diventa basilare il discorso: “Io faccio il mio lavoro, tenendo presente che lo faccio, perchè voi riusciate ad imparare”.

Buone strategie sono queste:

  • se qualcuno disturba, guardarlo negli occhi, in silenzio, poi riprendere la lezione, come se nulla fosse accaduto. Stessa cosa se parla in dialetto.
  • parlare a bassa voce, o voce non alta (chi urla..perde!)
  • essere sempre calmi, con sorriso lieve
  • essere sicuri di sè, non scalfiti dalla maleducazione. La provocazione, negli adolescenti, è un metodo per accentrare l’attenzione. Non considerare il maleducato è educativo. Se persevera, interrogare, porre domande al vicino di posto, e poi chiedere a lui.
  • durante la conversazione in inglese, fare qualche battuta, facilmente comprensibile.
    Il ridere insieme dà potere all’insegnante

Beh…auguri! E buon lavoro.

Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.