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Frasi brevi. Incisi di proposizioni fluenti, in una rosa ritmica di efficaci pronunciamenti. Rapidi periodi di estemporanei concetti descrittivi, esorbitanti da una salmodìa narrativa asciutta ed, al medesimo tempo, densa e stratificata di riferimenti.

A fronte di un immediato registro narrante, le pagine sono quasi cinquecento, nel dare completa sostanza all’edizione, realizzata dalla “Compagnia della Stampa” per il primo libro di Federico Paccani, dal titolo “I Segreti di Asgralot – L’isola degli Evoluti”, contestualizzato nell’empireo immaginifico di un certo genere “fantasy” dove, insieme alla trama, albergano soluzioni tematiche e valoriali che sono sviluppate anche in alcuni contesti messi in deroga alla ricorrente necessità di strettamente vincolarsi alla comune realtà, a favore della libera licenza personale di un mosaico di affabulazioni intriganti, rappresentate nell’altrove di una diversa spazialità.

Lo afferma, fra l’altro, anche il giornalista e scrittore Tonino Zana, nel suo articolo apparso sul Giornale di Brescia del 13 marzo 2014, precisando che “Si tratta di un romanzo fantascientifico, pienamente dentro quel filone di successo composto da forti visioni di creatività, ricco di colpi di scena, con una ricca partecipazione di personaggi di ogni età, soprattutto giovani, in cui si sfidano il bene e il male sotto forma di uomini, donne, animali, nella ragnatela di nuove scoperte, ricerche a servizio dell’avventura. Il contesto ambientale è quello nominalisticamente delle nostre città, di Milano, Genova, del mar Tirreno, di un’isola in mezzo che si chiama, appunto, Asgralot”.

La coinvolgente stilistica leggera degli omogenei endecasillabi che, lievemente, conducono in prossimità di quest’accennato e fittizio sito insulare, da cui, la dinamica degli eventi narrati, riceve il riflesso di un alveo d’azione che all’intero contesto appare funzionale, è quella, per l’autore, dell’emozionarsi nella spontanea stesura della sua stessa scrittura e di, contestualmente, rivolgerla, ad effetto volano, nell’ispirazione volta a creare analoga emozione anche in chi si appassiona al filo conduttore del romanzo, imbastito lungo una efficace orditura di fantasmagorica ideazione.

asgralotAncora Tonino Zana spiega, pure, che nel libro “si incrociano le trame della vita e della morte, di gruppi umani in corsa per raggiungere un equilibrio di pace. Lo scontro è durissimo e sullo sfondo si muovono i valori di ieri e di oggi”, mentre, nello stretto confronto con le rispettive parti costitutive del volume, realizzato mediante il coordinamento editoriale di Nicoletta Rodella, una doppia dozzina di capitoli, compresi fra il prologo e l’epilogo, dipanano la musicalità letteraria di una fantasia che mette in relazione, al colpo di scena finale, la supposta prosecuzione, in un altro romanzo, del contenuto trattato nella natura feconda di una composita raccolta, rispettivamente distribuita nella cadenzata redazione di altre opere, da definire nei particolari di una plurima risoluzione, disciplinata in una consequenziale simmetria.

Intanto, l’autonomia narrativa di questo libro pareggia il conto della propria esposizione passando attraverso i capitoli “Tutto inizia da un segreto”, “10 anni dopo”, “Punizione”, “Ambra e pelle di tarantola”, “La Tarantola Ombra”, “L’Ariete, Titano e la Pila”, “L’Alleanza degli Esseri Superiori”, “Partenza per Asgralot”, “L’isola degli Evoluti”, “Incubi di compleanno”, “Nuovi compagni”, “L’Accademia dell’Evoluzione”, “Sindrome”, “La notte di Halloween”, “Il Guaritore”, “Il segreto della caverna”, “La prima partita di Powerball”, “L’incubo di Marcus”, “Il potere di Iceberg”, “Tutti per uno”, “I Protettori contro gli Offensori”, “La Chiave”, “Le tre stanze”, “Il re del terrore”, “Forza, coraggio, intelligenza e volontà” e “Fratelli di sangue”.

Federico Paccani ha maturato quest’opera letteraria rapportandola, secondo un dato criterio compositivo, al “tipo di mondo, agli scenari ed al protagonista”, prescelti per la definizione di “un’avventura fantasy, ambientata nel nostro mondo” e che, anche per questo, fa pure “riferimento ai problemi del nostro mondo (problemi nelle strade, ambiente, razzismo)”, dipanando una sorta di singolare accavallamento, come è a detta dell’autore, “delle cose reali con le cose della fantasia”, nell’insinuare gli effetti di un possibile impatto, a proposito di questi temi, in chi legge il libro, guarnito anche da una serie di sollecitazioni di contenuto, attraverso l’offerta di alcuni attuali spunti di riflessione.

Fra questi aspetti introspettivi, come Tonino Zana sottolinea nel suo accennato contributo di stampa, c’è anche la dimostrazione “che il vero potere è il coraggio non la forza, è il rispetto delle persone e delle cose, dell’ambiente e della terra in generale, della terra e di tutto l’universo in cui è immersa”, secondo una impegnata visione della realtà, traslata in quell’isola, che è, fra l’altro, raffigurata in un disegno a colori da Marco Montironi sulla copertina del volume, per accogliere il lettore in una terra, immaginata sul piano di un’esclusiva caratterizzazione, dove potere sfidare l’attenzione, sul campo della divagante fantasia, per la conquista alla realtà di una possibile chiave di volta con la quale cercare di proporzionare, in una prospettiva d’allegoria, l’eloquente e la progrediente sostanzialità che le è confacente.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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