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Gattatico, Reggio Emilia. Il convegno internazionale organizzato dall’Istituto Alcide Cervi in occasione del sessantesimo anniversario (1961-2021) della pubblicazione della “Storia del paesaggio agrario italiano” di Emilio Sereni, ha preso in esame i cambiamenti del territorio dagli anni ‘60 a oggi e nello stesso tempo ha proposto approfondimenti sull’importanza di studiare il paesaggio e di farne oggetto di formazione e di educazione, fino ad «assumerlo come priorità politica». Così ha detto nell’intervento di apertura la presidente del Cervi Albertina Soliani, che ha anche definito il convegno «un atto d’amore verso Emilio Sereni e verso il paesaggio del Bel Paese».

I sessant’anni dalla pubblicazione della “Storia del paesaggio agrario”, uscito per Laterza nel 1961, sono stati dunque l’occasione per raccogliere una serie di importanti contributi non soltanto sulla figura e l’opera dell’autore, ma soprattutto sulle trasformazioni del paesaggio negli ultimi decenni: un paesaggio più urbanizzato, semplificato e in molti casi ferito, che oggi ci interroga sul suo valore come testimonianza dell’Italia rurale e come patrimonio proiettato nel futuro. Agronomi, archeologi, storici, geografi, architetti, economisti e naturalisti provenienti da una trentina di università italiane e estere – come Emilio Martin Gutierrez dell’Università di Cadice a Jan Van Der Ploeg dell’Università di Wageningen – si sono succeduti nei tre giorni del convegno.

Oltre alle relazioni delle sessioni plenarie, nelle sessioni parallele ci sono state ulteriori 60 comunicazioni, molte delle quali da parte di giovani ricercatori, riguardanti le trasformazioni del paesaggio e le fonti per la sua storia aggiornate alle nuove tecnologie, ovviamente non ancora disponibili al tempo di Sereni.

Durante il convegno, patrocinato dai Ministeri della Cultura e delle Politiche Agricole e organizzato in collaborazione con la CIA e diverse Università, è stata anche presentata una Mostra sulle trasformazioni delle campagne italiane tra abbandoni e ritorni, oltre ad un Video didattico sulla lunga storia del paesaggio agrario, che sarà uno dei video permanenti della quadrisfera nel nuovo percorso museale di Casa Cervi, e ad un Docufilm di testimonianze sulla percezione del paesaggio.

Con questa iniziativa l’Istituto Cervi, dove si conservano anche l’Archivio e la Biblioteca di Sereni, si conferma quale polo di ricerca e di formazione di rilevanza nazionale e internazionale per il paesaggio.

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