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Travagliato (Brescia) – Dietro l’istituzione di una fiera di cavalli a Travagliato pare ci sia stata una mirata strategia di raccolta di informazioni sul come fare ad organizzarla. Quanto meno nell’ottica di un confronto con altre località già interessate a simili manifestazioni.

Un percorso che ci riporta indietro non dell’ormai prossimo quarantennio nel quale la Travagliatocavalli appare sulla scena di questa località bresciana, nella primitiva edizione di “mostra agricola” sul nascere degli anni Ottanta, ma ben più a ritroso di oltre un secolo, come impronta istituzionale sopravvissuta oggi a sostegno di una certa tradizione locale applicata ai cavalli.

Lontano dalle attuali generazioni che hanno testimoniato i primi palpiti di un aggregato fieristico sempre più consolidato nelle primavere dove la Travagliatocavalli apre e chiude i battenti, è, invece, sul finire dell’Ottocento che il Comune di Travagliato comincia a perlustrare quelle vie per dare alla comunità l’espressione concreta di una fiera specifica dedicata agli equini.

Se il protagonista è il Comune retto dall’allora sindaco ing. Felice Cadeo, gli enti interlocutori, attraverso la lettura di alcuni documenti di quel tempo, si ritrovano nella Prefettura di Brescia, nel Municipio di Lonigo ed in quello di Monza.

Una lettera indirizzata al sindaco travagliatese, a firma del prefetto bresciano del 10 aprile 1889, pare rispondesse ad un vago, ma inequivocabile quesito di ordine burocratico a cui conseguentemente sottostare per mettere in pratica i propositi e convogliare nel modo appropriato le disponibilità già attive nel paese per addivenire al traguardo di una fiera equina: “La istituzione di fiere e mercati è malgrado il silenzio del testo unico della Legge Comunale e Provinciale all’art. 167, regolatore sempre dalla legge 17 maggio 1866 n.° 2933. Perciò la S.V. vorrà osservare la procedura che in materia è indicata dalla succitata Legge”.

Dalla provincia di Vicenza, il primo cittadino della città di Lonigo scriveva al suo omologo in quel di Travagliato una lettera datata 13 aprile 1889: “La fiera di Lonigo data da tempo immemorabile. Nell’Archivio del Comune non si trovano documenti riguardanti la sua istituzione. Ad eccezione del Regolamento di Polizia Urbana che fissa le località ove deve aver luogo e di posteggio che all’art. 67 stabilisce la tassa di centesimi 25 per cavallo esposto in vendita lungo le vie e piazze pubbliche, nessun altra disposizione riguarda la Fiera in parola. Però ogni anno la Giunta vuole emanare quegli ordini che valgano a mantenere l’ordine nell’interesse del pubblico e ad allontanare possibili disgrazie in mezzo a tanta ressa di persone e di cavalli. Il servizio di Polizia Urbana viene effettuato dalle Guardie di Città, quello di Sicurezza Pubblica da Agenti del Governo e dai Reali Carabinieri. Mercè questo complesso di disposizioni che vengono impartite al momento, la nostra Fiera di Cavalli si svolge sempre col medesimo ordine e con soddisfazione di tutti gli accorrenti”.

Se, in buona sostanza, la cortesia epistolare, proveniente nella forma di altrettanta grafia elegante, dal territorio vicentino si perdeva in un’approssimata e generica panoramica circa l’organizzazione di una fra le probabilmente più note fiere di cavalli di quell’epoca, la missiva del 16 maggio 1889, spedita, invece, dal Municipio di Monza al sindaco di Travagliato, era ancor meno efficace di informazioni, eludendo in toto qualsiasi accenno al proprio percorso fieristico in atto nei termini di quella che viene ancor ricordata come la sagra del patrono San Giovanni: “Sono spiacente di non poter aderire alla richiesta contenuta nel gradito di Lei foglio 14 andante mese N. 455 non possedendo questo Municipio il Regolamento in esso foglio indicato”.

Se poco a Travagliato di quella cadente fine Ottocento si era venuto a sapere di come fossero organizzate le manifestazioni attorno ai cavalli di altre località, la volontà che ne aveva sottinteso una presa di contatto non era venuta meno ed aveva già preso forma in una precisa delibera del Consiglio Comunale. Undici gli esponenti della comunità travagliatese, membri dell’autorevole organo decisionale del Comune, che il 17 aprile 1889 mettevano in fila le idee concertate nel chiaro oggetto deliberativo lanciato nella novità della “Istituzione di una fiera annuale di cavalli” in un insieme di pronunciamenti che era sia l’avvio che la proporzione stessa di ciò che si intendeva introdurre nella storia travagliatese.

Tutto questo raccolto nella cifra 384 del testo approvato che era anche succinto resoconto degli antefatti ravvisati alla base della formale ed ufficiale definitiva decisione adottata: “Il Sig. Presidente partecipa all’adunanza che egli ed i Sigg.ri Conte Lelio Fenaroli, Prof. Sandri, Conte Bernardo Maggi, nobile Ettore Averoldi, avvocato Bortolo Ambrosione, Conte Giacomo Bettoni, Gardelli d. Giovanni, Cadeo d. Arturo, Rampinelli d. Lodovico e Rota nobile Giuseppe, si farebbero, dietro iniziativa propria e de’ altre persone autorevoli, tramite Presidenza della Società Ippica Bresciana, costituiti in Comitato Provvisorio allo scopo di promuovere in questo Comune l’attuazione di una fiera annuale di cavalli, come da lettera 23 marzo prossimo passato del Comitato stesso di cui dà lettura, colla quale esposta l’idea della istituzione ed il vantaggio che potrebbe recare in questa popolazione, officia questa comunale rappresentanza a volersi pronunciare in merito a detta istituzione, e nel corso di adozione della proposta a voler concorrere in unione ai privati al pagamento delle spese inerenti colla somma che crederà poter elargire e che esso comitato, con sua lettera 7 corrente mese di cui pure dà lettura, chiederebbe in lire 250,00. Propone perciò sia deliberato in merito alla sopra chiesta istituzione di fiera ed al relativo sussidio. Dopo animata discussione, il Consiglio Comunale applaudendo alla nobile iniziativa dei signori promotori, compreso dell’utilità a vantaggio che l’attuazione della proposta istituzione può recare alla generalità di questi abitanti e considerato anche che questo Comune offre tutte le comodità necessarie per uno svolgimento ben ordinato di una fiera e che per le condizioni attuali del suo bilancio può consentire qualche liberalità, ad unanimità di voti delibera
1° di autorizzare l’istituzione in questo Comune di una fiera annuale di cavalli da tenersi nel mese di giugno in tre giorni da destinarsi dalla Giunta Municipale che all’uopo si delega.
2° di incaricare la Giunta Municipale stessa di compilare apposito regolamento per disciplinare l’esecuzione della fiera medesima.
3° di concorrere pel solo corrente anno 1889 al pagamento delle spese inerenti alla attuazione dell’istituenda fiera con un sussidio di lire 250,00 a favore del Comitato, da pagarsi sul fondo stanziato nel corrente bilancio al Tit. II Cart. IX art. 1. Firmati all’originale previa lettura ed approvazione, il presidente Felice Cadeo, il consigliere anziano Andrea May, il segretario Angelo Frascio”.

Dato il supremo avvallo al comitato organizzatore, unitamente all’assenso per l’allora somma ravvisata nelle duecentocinquanta lire con le quali sovvenzionare i tre giorni della fiera dei cavalli, la novità della manifestazione usciva in un’embrionale forma burocratica dal palazzo comunale dove era entrata nell’insieme di idee progettuali, imbastite nella trama di una sinergia fra parti intraprendenti nel dare finalmente sostanza alla questione.

Attingendo competenze dal vicino bacino d’azione del qualificante circolo d’appassionati della Società Ippica Bresciana, un terzo organismo si frapponeva funzionalmente tra questo ed il Comune a Travagliato, per dare il volto dell’equino alla maggior attrattiva di una manifestazione fieristica travagliatese.

Si trattava di un comitato promotore, riconosciuto dall’autorità comunale che ne interpretava al tempo stesso le competenze organizzative, analogamente a quanto, fatte le debite distinzioni, si è ritenuto di fare a Travagliato in tema di fiera poco meno di un secolo dopo. Intanto, l’atto deliberativo del Consiglio Comunale veniva dirottato sull’albo pretorio del paese il giorno di domenica 21 aprile di quell’anno, 1889, in relazione a cui “non ne vennero prodotti reclami” ed anche in Prefettura, mentre altre pubblicazioni in prossimità della sede comunale delle vicine località trovavano corso d’affissione a Ospitaletto, Rovato, Cazzago San Martino, Berlingo, Lograto, Torbole, Roncadelle e Castegnato. A far da traccia, al formale prosieguo di quanto cominciato, sono ancora gli incartamenti dell’epoca che rimandano all’intenzione ormai sopita fra le righe vergate in bella grafia, in merito alla prima edizione della fiera di Travagliato nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì, rispettivamente del 19, 20 e 21 giugno dell’anno stesso della sua istituzione.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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