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“Che il lupo sia cattivo è favola alla quale non credono più nemmeno i bambini” Era stata l’affermazione della delegazione del WWF Italia guidata dal presidente onorario Fulco Pratesi che a fine maggio dello scorso anno ha consegnato 187.925 firme raccolta con la campagna in difesa del lupo al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Ma per il “vecchio cattivone delle favole” non c’è pace.lupo

Nonostante gli sforzi del progetto LIFE WOLFALPS, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito della programmazione LIFE+ 2007-2013 “Natura e biodiversità”, con l’obiettivo di realizzare azioni coordinate per la conservazione a lungo termine della popolazione alpina di lupo, si ritorna a parlare di abbattimenti nel nuovo piano di conservazione in Italia.

Difatti da martedì i presidenti delle regioni e delle province autonome voteranno l’approvazione del nuovo piano di conservazione che “dovrebbe” dare il via ad un programma di abbattimento di un numero annuo considerevole del rande predatore (5% della popolazione stimata). Potrebbero essere un numero di 60 lupi ad essere abbattuti ogni anno legalmente nel nostro paese, se sarà votato il nuovo piano.caccia al lupo

Ma c’è da ricordare che già centinaia di lupi vengono brutalmente uccisi dal bracconaggio con il fucile, bocconi avvelenati o lacci di filo metallico. Mettendo a rischio anche altre specie. Almeno 300 lupi sono così uccisi ogni anno dal bracconaggio e se si aggiungono le morti accidentali per investimenti stradali si stima già oggi nel nostro Paese una mortalità causata direttamente dall’uomo tra il 15 – 20% della popolazione, considerando una popolazione minima stimata di 1200/1500 lupi, comprendendo sia popolazione appenninica che alpina.

Un appello di enpa, lac, lav, lipu, lndc è diretto al presidente del consiglio Gentiloni perché non riapra la caccia al lupo. Dopo 46 anni di protezione assoluta, che hanno consentito di allontanare lo spettro dell’estinzione, ora si vuole invertire la rotta consentendo di uccidere i lupi.

“Si tratta di una prospettiva gravissima, tecnicamente inefficace ed eticamente inaccettabile  – dichiarano le associazioni – che rischia di far ricordare il Presidente del Consiglio Gentiloni come colui che, dopo 46 anni, ha riaperto la caccia ai lupi. Istituire la caccia al lupo è contro qualsiasi logica ed etica ambientale e rischia di rimettere in discussione lo stato di conservazione del lupo in Italia, anche attraverso un indiretto ma probabilissimo incentivo agli atti di bracconaggio contro la specie. “Il Presidente Gentiloni è chiamato dunque ad una riflessione in considerazione dell’alto incarico istituzionale che ricopre e della sua stessa esperienza in campo ambientalista, visto anche il passato da direttore di un’importante testata giornalistica specializzata in questo campo.” lupo 1

“Per i lupi – affermano Enpa, Lac, LAV, Lipu e Lndc – non sono possibili abbattimenti realmente selettivi e gli effetti di tali abbattimenti sono sempre imprevedibili. I comportamenti predatori non diminuirebbero ma potrebbero invece aggravarsi, come successo in altri Paesi. Infine, la misura degli abbattimenti non avrebbe alcun effetto positivo sulle tensioni sociali e anzi potrebbe aggravarle, con la richiesta di nuovi e continui abbattimenti e una maggiore tolleranza verso atti di bracconaggio e di “giustizia” privata.”

La riapertura della caccia al lupo vanificherebbe di fatto i contenuti positivi del piano, che prevede  numerose azioni con l’obiettivo di diminuire la conflittualità sul territorio tra gli interessi umani, la presenza del lupo e rilevanti attività a tutela del lupo, quali il contrasto del bracconaggio e la prevenzione delle ibridazioni tra lupi e cani, causa dei maggiori contrasti con le attività produttive sul territorio.UltimoLupo

“Il nuovo piano – concludono le associazioni – proprio perché concepito allo scopo di migliorare la convivenza tra gli interessi umani e le popolazioni di lupo, non può dunque prevedere il consueto, inefficace, antiquato ricorso al metodo venatorio, ancor di più perché eticamente inaccettabile. Per questo motivo chiediamo ai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, che martedì saranno chiamati a votare il piano nella conferenza Stato Regioni, di pretendere l’eliminazione del paragrafo che intende consentire l’uccisione dei lupi. Diversamente, per il nostro Paese, riconosciuto all’avanguardia a livello internazionale nella conservazione del lupo con una legge che vieta gli abbattimenti dal 1971, sarebbe un grave errore e un clamoroso ritorno al passato.”

 Queste, in sintesi, le ragioni per cui l’abbattimento dei lupi non deve essere consentito:

  • perché non esistono dati precisi e attendibili sulla popolazione di lupi in Italia;
  • perché lo stato di conservazione del lupo potrebbe essere pericolosamente compromesso;
  • perché non sono possibili abbattimenti realmente selettivi e gli effetti sono sempre imprevedibili;
  • perché non diminuirebbe i comportamenti predatori ma potrebbe aggravarli, come in altri Paesi;
  • perché non avrebbe effetti positivi sulle tensioni sociali e, anzi, potrebbe comportare una maggiore tolleranza verso atti di bracconaggio e di “giustizia” privata.
  • Da 46 anni i lupi sono specie particolarmente protetta.
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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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