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Giacobbe l’aveva sognata. A Travagliato, nella chiesa dei santi Pietro e Paolo, tale celestiale rappresentazione, è stata realizzata. E’ la “Scala Santa”, visione onirica del patriarca biblico, riguardo ad un collegamento mistico fra la terra ed il cielo.

Rivive, in pratica, nell’apparato devozionale delle “Sante Quarantore” che, come da tradizione, si trova allestito nel vasto spazio dell’abside di questa chiesa parrocchiale dove, ogni anno, ritorna alla ribalta comunitaria di una manifestazione particolare.

Chiusa la chiesa stessa, per il tempo strettamente necessario alla messa in opera di tale grandiosa e possente interpretazione figurativa, l’appuntamento, con l’accennata struttura amovibile, si conferma anche in quel periodo quaresimale che il 2018 sviluppa, in questo caso, nei giorni di un cambio stagionale, per il tramite dell’apparato artistico calzante a pennello con l’edificio religioso a cui, per natura e misura, si riconduce attraverso una peculiare sollecitudine pastorale.

Dall’ultima parte della settimana prima della domenica delle Palme, fino ai due giorni successivi alla stessa giornata festiva, antecedente la Pasqua, i cosidetti “scaloni della Sante Quarantore” riappaiono nella loro caratteristica collocazione, grazie ad un gruppo di volontari che assicurano l’annuale riproporsi di ogni sua puntuale ricorrenza, espressa in questa estemporanea caratterizzazione di consistenza.

Antecedente alla medesima chiesa che lo ospita, essendo che tale sede di culto risale all’inizio del Settecento, si suppone che l’apparato sia stato realizzato nella prima metà del Seicento, quando era stato concepito nell’attuale assortimento scenografico funzionale ad esaltare l’eucarestia, nella forma del convergere di un’orante e composta rappresentazione, rivolta allo spazio supremo riservato al culmine dell’intero allestimento dove viene collocato l’ostensorio.

Contestuale, alla proposta di questo raro apparato, sono le “giornate eucaristiche”, riservate cioè alla valorizzazione, nella preghiera, della contemplazione ispirata all’adorazione fideistica della presenza cristica nell’eucarestia.

Questo elemento caratterizzante è, pure, un ulteriore motivo di riflessione, nella cura di un cammino quaresimale di conversione, che si immette nell’avvio ufficiale del tempo delle “Quarantore”, per mezzo della messa e di una processione solenne d’apertura, prevista nella mattinata di domenica 25 marzo, alle ore 11.15.

Analoga iniziativa, volta, invece, alla chiusura della medesima contingenza liturgica, è alle ore 20.30 della sera del martedì seguente.

Tutto ciò nel contesto allegorico, fra decorazioni, simbologie e presenze angeliche, che sembra evocativo del sogno biblico di Giacobbe, descritto in Genesi 28, 12 – 17: “(…) Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco, il Signore gli stava davanti e disse “Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale sarai coricato la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai da occidente ed a oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra. Ecco, io sono con te e ti proteggerò ovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perchè non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto”. Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: “Certo, il Signore è in questo luogo ed io non lo sapevo”. Ebbe timore e disse: “Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo!”(…)”.

L’esternazione del patriarca, espressa nella fonte biblica appena menzionata, appare anche all’interno della chiesa parrocchiale, a prescindere dall’installazione dell’apparato delle “Sante Quarantore”, in quanto, è, in alcune sue parole, riportata nei perenni rilievi epigrafici di una perpendicolare risoluzione esplicativa, unitamente ad altri riferimenti d’ammaestramento evangelico, come, fra l’altro, è documentato nell’Enciclopedia Bresciana, alla voce corrispondente alla trattazione, fra altri aspetti, della realtà parrocchiale di questa cittadina bresciana: “(…) La chiesa presenta, all’interno, una navata grandiosa e imponente, con un presbiterio di notevole profondità. Sull’arco trionfale che li divide, spiccano due epigrafi in gesso dorato. La più alta porta le parole: “Templum sanctum et terribile, ergo sancti estote”; la più bassa, “Exaltatus omnia traham”.(…)”.

Tra i riscontri d’attestazione giornalistica, ad intervenuto resoconto nella cronaca locale dell’avvento degli “Scaloni”, secondo la corrispondenza di questa località alla fedele interpretazione del ricorso all’utilizzo di questo antico manufatto, pure contraddistinto da una notevole matrice artistica, anche un articolo sull’edizione del “Giornale di Brescia” del 03 aprile 1998, dove, fra altre espressioni, si precisava: “(…) Ampiezza imponente, dominata in tutte le dimensioni dalla prominenza del “trono eucaristico” come culmine significativo della ripida scalinata aperta dietro l’altare maggiore. Apparato artistico di non indifferente fattura, custodito in ogni propria parte, durante l’anno, nel ventre stesso dell’edificio religioso che, con la precisione della liturgia abbinata al calendario, lo genera ad ogni primavera, come strascico pittoresco di una sentita tradizione inesaurita.”. (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

1 commento

  1. Bello e quasi commuovente questo excursus storico e religioso di una tra le più sentite tradizioni travagliatesi.
    Grazie Luca.

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