Chiuduno, Bergamo. Si svolge a Chiuduno, sulla strada dei vini della Val Calepio, in provincia di Bergamo, l’edizione de “Lo Spirito del Pianeta”. Sino al 12 giugno la musica dei popoli del Mondo, percorsi, laboratori e soprattutto incontri con le culture indigene che resistono con le loro tradizioni secolari.

Festival dei popoli indigeni, delle etnie, gruppi etnici e delle tradizioni popolari. E’ un Festival internazionale dei popoli, nato per dare una testimonianza diretta di persone che vivono quotidianamente attraverso la propria cultura, e condividerla con gli altri, per cancellare quegli stereotipi che molto spesso non rispecchiano la realtà, attraverso il movimento delle danze, le preghiere, la spiritualità di ognuno di questi gruppi etnici e delle tradizioni popolari dei popoli indigeni.rapa nui belly

Nato per promuovere e favorire l’incontro, la conoscenza reciproca e la fratellanza dei popoli, contribuire a conoscere, valorizzare, salvaguardare le culture tribali e le varie etnie. Sostenere popoli o gruppi tribali nella tutela e salvaguardia delle condizioni ambientali ed economiche è necessario per preservare la loro sopravvivenza, il mantenimento e la valorizzazione delle proprie tradizioni: questi sono gli scopi fondamentali del nostro operato.

Gruppi di musica etnica da tutto il mondo racconteranno con la musica la storia dei popoli, in un festival musicale che sulla ali delle note viaggerà intorno al pianeta, alla scoperta delle tradizioni musicali dei popoli. La musica è nata dal bisogno dell’uomo di esprimere i propri sentimenti, in tempi remoti era considerata un prezioso dono degli dei,  suoni che sono divenuti linguaggio dell’arte che racchiude “Lo Spirito del Pianeta”.SaorPatrol_bandpic2015

E’ l’incontro delle culture del mondo, all’insegna di una partecipazione di tutte le differenti espressioni etniche, mantenendo i valori tradizionali di base dei popoli, musica e danze coinvolgeranno i partecipanti riportando i valori dello spirito alla primordiale esigenza di esprimere con la musica il proprio desiderio di comunicare i sentimenti e l’arte. Giorni e  giorni di musica vibrante, carica di emotività che colpisce soprattutto perché mostra come passando attraverso il recupero di temi tipicamente folclorici si possa giungere alle forme espressive delle culture popolari, ma anche spaziare nei meandri ancora tutti da scoprire per noi occidentali, della musica etnica.sayaka

Come nella tradizione dello spirito del festival, anche quest’anno come nelle altre edizioni, ci saranno gruppi etnici da tutti i continenti. Il festival è organizzato dall’associazione Sesto Sole, un’associazione che da anni lavora, grazie al contributo di volontari, per  raccogliere contributi da destinare ad  aiutare le popolazioni.

Oltre all’aspetto “solidale” il Festival ha come motivazione principale quella di far conoscere in Italia culture e costumi di popoli minori, spesso in via di estinzione. E tutto questo avviene soprattutto per la particolarità con cui vengono scelti i gruppi. Gli organizzatori infatti, da sempre, anziché recuperare gruppi folkloristici tramite agenzie, preferiscono portare in Italia, direttamente dalle zone prescelte, e sempre diverse di anno in anno, gruppi che, per loro bisogno personale, portano avanti la tradizione orale, di canti e delle danze dei loro popoli, senza fini di lucro ma per il puro piacere di far conoscere ad altri e tramandare alle future generazioni le proprie radici.

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.