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Chiuduno, Bergamo. I gruppi di musica etnica da tutto il mondo dal 24 maggio al 9 giugno al Festival Lo Spirito del Pieneta, racconteranno con la musica la storia dei popoli, in un festival musicale che sulla ali delle note viaggerà intorno al pianeta, alla scoperta delle tradizioni musicali dei popoli, un viaggio alla scoperta delle radici indigene. La musica è nata dal bisogno dell’uomo di esprimere i propri sentimenti, in tempi remoti era considerata un prezioso dono degli dei,  suoni che sono divenuti linguaggio dell’arte che racchiude “Lo Spirito del Pianeta”. Gli ospiti di spicco: Davide Van De Sfroos, Eugenio Bennato,  Saor Patrol Startijeen (unica data in Italia, gruppo dalla Bretagna)

E’ l’incontro delle culture del mondo, all’insegna di una partecipazione di tutte le differenti espressioni etniche, mantenendo i valori tradizionali di base dei popoli, musica e danze coinvolgeranno i partecipanti riportando i valori dello spirito alla primordiale esigenza di esprimere con la musica il proprio desiderio di comunicare i sentimenti e l’arte. Due settimane di musica vibrante, carica di emotività che colpisce soprattutto perché mostra come passando attraverso il recupero di temi tipicamente folclorici si possa giungere alle forme espressive delle culture popolari, ma anche spaziare nei meandri ancora tutti da scoprire per noi occidentali, della musica etnica.

Come per altre edizioni ci sarà il villaggio etnico con percorsi sensoriali, seminari e conferenze per raccontare e spiegare le danze e i canti dei gruppi partecipanti, seminari e conferenze sulla sostenibilità e preservazione dell’ambiente con 140 associazioni italiane “green”. Inoltre zona dedicata a camper e campeggio all’interno del festival, 10 ristoranti etnici e regionali, 170 espositori di artigianato da tutto il mondo.

Ma non solo musica, per vocazione il festival da voce ai popoli senza voce, come la popolazione dei Mapuche da anni denuncia un’espropriazione selvaggia dei loro territori in Cile. E allora il focus della diciannovesima edizione de Lo Spirito Del Pianeta, oggi più che mai è contro i predatori della madre terra, contro le multinazionali e i governi che contribuiscono, alla faccia di accordi transnazionali per fermare il global warming, al decadimento del pianeta, oltre che a una violenza fisica nei confronti di minoranze come i brasiliani Yawalapiti e Shuar, i cileni Mapuche, tutte popolazioni che saranno presenti a questa edizione del festival.

Un festival che il 2 giugno darà voce ai ragazzi, sull’onda dei #Fridayforfuture di Greta Thunberg , la ragazzina che ogni venerdì non va a scuola per protesta contro i potenti del mondo, facendo fare domande ai politici che verranno invitati a rispondere ai quesiti delle nuove generazioni. Un festival che da anni, da sempre, lotta contro le violenze sulla terra e sulle minoranze etniche e che ancora una volta darà voce alle popolazioni senza voce, oltre che ospitare, e sono tutte esclusive e per la prima volta in Italia, gruppi tradizionali delle Isole Fiji, del Rajasthan (India), fino ad arrivare ai Koissan, popolazione di boscimani dal Sud Africa, diretti discendenti dell’homo sapiens. Quasi ad andare a recuperare quella sapienza dei primi uomini, che oggi sembriamo aver perso per strada.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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