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Chiuduno, Bergamo. E’ Val Calepio, solcata del fiume Oglio che da vigore ai suoi vitigni, ad ospitare la diciassettesima edizione del festival “Lo Spirito del Pianeta”. Dal 26 maggio all’11 giugno gruppi etnici da tutto il mondo racconteranno con la musica la storia dei popoli, in un festival musicale che sulle ali delle note viaggerà intorno al pianeta, alla scoperta delle tradizioni musicali dei popoli.

Un festival internazionale dei popoli nato per dare una testimonianza diretta di persone che vivono quotidianamente attraverso la propria cultura, e condividerla con gli altri, per cancellare quegli stereotipi che molto spesso non rispecchiano la realtà, attraverso il movimento delle danze, le preghiere, la spiritualità di ognuno di questi gruppi etnici e delle tradizioni popolari dei popoli indigeni.

Undici giorni per promuovere e favorire l’incontro, la conoscenza reciproca e la fratellanza dei popoli; contribuire a conoscere, valorizzare, salvaguardare le culture tribali e le varie etnie. Inoltre sostenere popoli o gruppi tribali nella tutela e salvaguardia delle condizioni ambientali ed economiche, necessarie a preservare la loro sopravvivenza, il mantenimento e la valorizzazione delle proprie tradizioni: questi sono gli scopi fondamentali del nostro operato.

La musica è nata dal bisogno dell’uomo di esprimere i propri sentimenti, in tempi remoti era considerata un prezioso dono degli dei, suoni che sono divenuti linguaggio dell’arte che racchiude “Lo Spirito del Pianeta”.

E’ l’incontro delle culture del mondo, all’insegna di una partecipazione di tutte le differenti espressioni etniche, mantenendo i valori tradizionali di base dei popoli, musica e danze coinvolgeranno i partecipanti riportando i valori dello spirito alla primordiale esigenza di esprimere con la musica il proprio desiderio di comunicare i sentimenti e l’arte.

Giorni di musica vibrante, carica di emotività che colpisce soprattutto perché mostra come passando attraverso il recupero di temi tipicamente folclorici si possa giungere alle forme espressive delle culture popolari, ma anche spaziare nei meandri ancora tutti da scoprire per noi occidentali, della musica etnica.

Sempre in linea con lo spirito di solidarietà del festival il 2 giugno, per la festa della repubblica, una giornata tutta dedicata alla raccolta di fondi per Castel Sant’Angelo sul Nera, uno dei paesi colpiti dal terremoto, e per i suoi agricoltori, con la presenza degli assessori regionali della Lombardia all’agricoltura e all’ambiente. E una passeggiata da Bergamo a Chiuduno durante la quale si incontreranno i contadini della provincia bergamasca.

Solidarietà che in 16 anni, grazie a Lo Spirito del Pianeta, sono stati realizzati molti progetti culturali, sono stati finanziati progetti umanitari come pozzi per l’acqua, dispensari medici e scuole tra i Maasai del Kenya, Ambulanze e materiali per laboratori di artigianato tra I Tuareg del Niger, e molti altri. Sono stati adottati 12 bambini Pigmei nella foresta del Camerun, che anche quest’anno hanno avuto una casa dove vivere nutrirsi e studiare.

E’ stata finanziata la prima scuola di tradizione nella foresta dell’Ecuador, dove gli anziani torneranno ad insegnare le antiche arti alle nuove generazioni, e un punto di incontro per tutti. Nell’ultima edizione del festival sono stati distribuiti oltre 80.000 euro a gruppi invitati per supportare i loro progetti e a numerose organizzazioni del territorio.

All’interno del villaggio etnico del festival sono organizzati laboratori di scultura in un accampamento medioevale celtico, con gli artigiani indigeni del Borneo Malese, gli indiani del nord America. Laboratori musicali di un Griot del Senegal, Perù, Apache, laboratori di Shiatsu, telai per la realizzazione dei famosi tappeti dei Qashqai dell’Iran e molto altro ancora.

Una mostra interattiva in cui, attraverso le foto dei 200 gruppi che hanno partecipato alle edizioni del festival, sarà possibile conoscere usi e costumi dei popoli indigeni, resa possibile grazie alla partecipazione di alcune scuole e licei della provincia di Bergamo con il progetto di alternanza scuola/lavoro.

Naturalmente moltissimi punti ristoro etnici: messicano, brasiliano, eritreo, ma anche di cucina tipica bergamasca, dove gruppi della tradizione locale suoneranno negli orari di pranzo e cena.

Rispettare l’ambiente è una vocazione del festival, 140 associazioni italiane che lottano per il rispetto e la tutela dell’ambiente, organizzeranno un fitto programma di eventi e conferenze legate all’ambiente .

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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