Chiuduno, Bergamo. Gruppi di musica etnica da tutto il mondo si sono dati appuntamento per il festival “Lo Spirito del Pianeta a Chiuduno, sulla strada dei vini della Val Calepio, in provincia di Bergamo dal 29 maggio al 14 giugno. Per 17 giorni vicino a casa nostra, storie, suoni, tradizioni affascinanti da tutto il mondo. Racconteranno con la musica la storia dei popoli, in un festival musicale che sulla ali delle note viaggerà intorno al pianeta, alla scoperta delle tradizioni musicali di luoghi lontani. Un festival che promuove e realizza progetti culturali ed umani in difesa dei popoli tribali, della loro cultura e dell’ambiente in cui vivono. Il primo festival in Italia in cui tutto viene “riciclato”. Un festival che lo scorso anno è stato “riconosciuto” a Roma da Papa Francesco.AZTECHI

La musica è nata dal bisogno dell’uomo di esprimere i propri sentimenti, in tempi remoti era considerata un prezioso dono degli dei,  suoni che sono divenuti linguaggio dell’arte che racchiude “Lo Spirito del Pianeta”. E’ l’incontro delle culture del mondo, all’insegna di una partecipazione di tutte le differenti espressioni etniche, mantenendo i valori tradizionali di base dei popoli, musica e danze coinvolgeranno i partecipanti riportando i valori dello spirito alla primordiale esigenza di esprimere con la musica il proprio desiderio di comunicare i sentimenti e l’arte. Più di due settimane di musica vibrante, carica di emotività che colpisce soprattutto perché mostra come passando attraverso il recupero di temi tipicamente folclorici si possa giungere alle forme espressive delle culture popolari, ma anche spaziare nei meandri ancora tutti da scoprire per noi occidentali, della musica etnica.NAVAJO'S_Photo

Un valore aggiunto al festival è la solidarietà con i popoli, grazie allo Spirito del Pianeta sono stati realizzati molti progetti umanitari e culturali; in Burkina Faso e in Scozia. Adottati bambini in Camerun tra i pigmei e in Messico tra gli Aztechi. Sono stati finanziati progetti umanitari come pozzi per l’acqua, dispensari medici e scuole tra il popolo Masai del Kenya. Ambulanze e materiali per laboratori di artigianato tra i Tuareg del Niger, e molti altri. Sino stati adottati 12 bambini Pigmei nella foresta del Camerun, che quest’anno hanno avuto una casa dove vivere nutrirsi e studiare. Il festival ha contribuito a finanziare la prima scuola di tradizione nella foresta dell’Ecuador, dove gli anziani torneranno ad insegnare le antiche arti alle nuove generazioni, e un punto di incontro per tutti.SaorPatrol_bandpic2015

E’ stato attivata una nuova borsa di studio per un Masai divenuto medico e altre per altri 5 ragazzi per proseguire i loro studi nelle secondarie, in giornalismo, in laboratorio d’analisi, senza dimenticare che anche nell’ultima edizione del festival sono stati distribuiti oltre 60.000 euro ai gruppi invitati per supportare i loro progetti e a numerose organizzazioni del nostro territorio.YUNNAN

Alcune curiosità che accompagnao i giorni del festival. Il gruppo di Rapa Nui provenienti dall’Isola di Pasqua, realizzeranno durante il festival un Moai (statua tradizionale dell’isola, un monolite di 400 quintali), si potrà assistere alla costruzione di un simbolo unico di questo misterioso popolo. Un capanno in bambù , fatto arrivare dalla Thailandia, verrà appositamente costruito per il festival e al suo interno si terranno cerimonie del thè. Tutti i giorni partite di pelota con rappresentanti della tribù Maya del Guatemala, inventori del gioco della pelota. Un corner benessere dove scoprire nuovi massaggi, realizzati con prodotti naturali e antichi, tramandati da generazioni. Un accampamento realizzato con tende tradizionali Tepee dei nativi d’America. Cerimonia in cui l’assemblea dei popoli indigeni nel mondo dichiarerà il Parco di Chiuduno, dove da sempre si svolge il festival, patrimonio indigeno dell’umanità.

E poi una cordata di associazioni italiane che lottano per il rispetto e la tutela dell’ambiente, organizza un fitto programma di eventi e conferenze legate all’ambiente. In fine una “piccola” operazione: in tutti i ristoranti si userà materiale mater bi, risultato: niente plastica!

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.