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Casalmaggiore, Cremona. Nell’anno in cui ‘Stupor mundi’, rassegna promossa dal Comune di Casalmaggiore-Assessorato alla Cultura, volge la sua attenzione alla Russia. Un ritratto della Russia fatto di arte, cinema, danza, fotografia, è doveroso prestare attenzione a quel momento artistico che ha segnato uno dei più alti risultati in campo cinematografico: il cinema russo tra il 1918 e la fine degli anni venti, che vede quali maestri indiscussi dell’arte cinematografica Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Vsevelod Pudovkin, Dziga Vertov e Aleksandr Petrovič Dovženko.

Fino al 17 ottobre, ogni giovedì, con inizio alle ore 20.30, si svolgerà presso la Biblioteca “A. E. Mortara” di Casalmaggiore in via Marconi 8, “L’occhio e la macchina. Il cinema come concezione del mondo” rassegna cinematografica a cura di Giuseppe Romanetti.

Composta da quattro film dei celebri registi: La corazzata Potemkin di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, massimo culmine della teorizzazione del più significativo regista di ogni tempo il 26 settembre, La madre di Vsevelod Pudovkin, che pone attenzione particolare al montaggio il 3 ottobre, il cine-occhio di Dziga Vertov con il suo L’uomo con la macchina da presa il 10 ottobre ed infine La terra di Aleksandr Petrovič Dovženko, un grande poema lirico e umano il 17 ottobre.

Una stagione di capolavori indiscussi e di grande teorizzazione sulla “nuova arte”. Pur guardando al futurismo italiano, il cui cinema rappresentò la prima avanguardia, il cinema diventò, citando Majakovskij, concezione del mondo. Una “rivoluzione artistica” e di sperimentazione che, attorno alla rivista LEF del Fronte Popolare delle Arti e il Proletkul’t di Mosca, si esprimeva nella letteratura, nell’arte, nel teatro.

Ogni serata sarà introdotta da esperti cinefili per offrire al pubblico chiavi di lettura ad una visione che a noi sembra distante ma che in realtà è in grado di farci scoprire o ri-scoprire un periodo molto importante nella storia del cinema.

Le proiezioni sono ad ingresso gratuito.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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