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Tori, maiali, pecore, cavalli in viaggio per ore e per giorni. Stipati sui camion, troppi per quel poco spazio che viene loro riservato. Senza acqua, senza pause, ricoperti dei loro
escrementi e terrorizzati.

Molti di loro muoiono prima di arrivare al macello, molti si feriscono e nessuno allevia i loro dolori. Anzi. È un quadro vergognoso, ancora una volta, quello che emerge grazie al lavoro di Animals Angels e dell’Associazione nazionale per la difesa degli animali (ANDA), impegnati in queste settimane nel monitoraggio dei trasporti degli animali da e per l’Italia.

“La scorsa settimana il Consiglio Agricoltura e Pesca Europeo si è riunito per discutere, tra gli altri argomenti, del problema dei trasporti di animali vivi che continuano nonostante il caldo torrido estivo”, spiega Silvia Meriggi, project manager di Animals’ Angels. “Lo scorso anno la Commissione Europea aveva già raccomandato ai paesi membri di non permettere che gli animali siano trasportati a più di 30°C”.

Ma come avviene sempre, che senso ha imporre delle regole se poi nessuno controlla che queste vengano rispettate? E dunque solamente alcuni stati si sono attivati adottando diversi provvedimenti.

L´Italia, per esempio, ha cercato di prevenire il problema intimando ai veterinari ufficiali di non autorizzare viaggi a lunga percorrenza con il gran caldo. La Spagna invece ha deciso di agire a posteriori, dichiarando che saranno effettuati dei controlli successivi ai trasporti e presi provvedimenti sanzionatori verso quei trasportatori che avranno viaggiato nonostante le alte temperature.

Insomma, come assicurano le associazioni, i veterinari spagnoli e le compagnie di trasporto continuano a ignorare questo divieto. Lo dimostrano i cinque team investigativi che hanno appena terminato di monitorare il trasporto di animali vivi sulla rotta Spagna-Francia-Italia negli ultimi sette giorni.

“Le ricerche hanno rivelato che i veterinari spagnoli hanno autorizzato trasporti di
animali senza tenere conto che l´ondata di caldo africano degli scorsi giorni, con mezzi
che si muovevano anche nelle ore più calde del giorno, a temperature di 36° e oltre. E in
diversi casi si trattava di trasportatori italiani”.

Nessun controllo quindi, in Italia come in Francia come in Spagna, e questo ha consentito a trasportatori senza scrupoli di non soddisfare anche altri obblighi legali come quello di caricare meno animali sui camion per lasciar loro più spazio per termoregolarsi, o quello di abbeverarli durante il viaggio e scaricarli in determinati spazi autorizzati per I tempi di riposo obbligatori, nonostante esista una normativa che ha lo scopo di limitare le sofferenze degli animali trasportati da un paese all´altro al solo scopo di essere macellati per produrre carne.

Per quanto riguarda l´Italia, la circolare ministeriale emessa dal Ministero della Salute il 3 luglio scorso è stato un buon inizio.

Animals´ Angels e Anda, però, sono dell´opinione che le Regioni debbano pianificare, di conseguenza, dei controlli mirati ai trasporti sulla strada e negli altri punti strategici, al fine di sanzionare i trasgressori e dissuaderli.

Le associazioni ritengono, inoltre, che sia il caso di estendere la portata della circolare anche al transito dei trasporti provenienti da altri paesi, con temperature superiori di 30°C, come dice la normativa.

Non è infatti una beffa vietare i trasporti in partenza dall´Italia con il caldo e non controllare e prendere provvedimenti contro quelli che invece arrivano in Italia, spesso ad opera di trasportatori italiani?

A poco serve la teoria, se non è seguita dalla pratica. In attesa che l’Europa inizi un percorso verso una vera tutela degli animali, che dovrebbe essere prerogativa di ogni paese civile, tanto è affidato al buon senso del singolo cittadino. Nel banco frigo dei supermercati e nelle macellerie le indicazioni sulla provenienza delle carni
scarseggiano, e l’acquisto di simili prodotti porta i clienti a rendersi complici di un
maltrattamento vergognoso.

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