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Brescia. Potrebbe chiamarsi una “visita estemporanea all’arte” quella della Loggia aperta per Hayez che consentirà, eccezionalmente domenica 4 giugno dalle ore 14.30 alle 19.30 con ultimo ingresso alle 19.15, di ammirare i due capolavori di Francesco Hayez (1781-1882) conservati nell’ufficio del sindaco di Brescia.

Si tratta de I profughi di Parga eseguito dal grande maestro del romanticismo italiano tra il 1826 e il 1831 e L’incontro tra Esaù e Giacobbe realizzato nel 1844. Le due opere, di grandi dimensioni, furono commissionate da due tra più illustri collezionisti bresciani del XIX secolo: il conte Paolo Tosio e Camillo Brozzoni.

Valore aggiunto i ‘piccoli ciceroni’ del Liceo Classico Arnaldo di Brescia ad accompagnare i gruppi (max 25 persone, partenza ogni 15 minuti, con ritrovo nel portico della Loggia) e proporre al pubblico una brillante lettura storica e iconografica dei dipinti di Hayez. La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti.

“Loggia aperta per Hayez”, che consentirà al pubblico di ammirare due opere difficilmente visibili del grande maestro del Romanticismo italiano e di approfondire un capitolo di storia del gusto collezionistico bresciano, si tiene in concomitanza della mostra Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento, in corso fino all’11 giugno a Palazzo Martinengo a Brescia, dove sono esposti tre capolavori di Francesco Hayez: “Maria Stuarda mentre sale al patibolo” del 1827; “Vergine addolorata” del 1842; “Ritratto del principe Emilio Barbiano di Belgioioso” risalente al 1846.

L’esposizione, curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo in collaborazione con la Provincia di Brescia e col patrocinio del Comune di Brescia, racconta attraverso 100 capolavori la straordinaria stagione che l’Italia visse nel corso del XIX secolo, illustrando le correnti e i movimenti pittorici che vi fiorirono, rendendo il panorama culturale e artistico nazionale uno dei più dinamici a livello europeo.

La rassegna propone i lavori dei maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura, dei macchiaioli e del divisionismo, da Canova ad Appiani, da Fattori a Inganni, da Segantini a De Nittis, da Zandomeneghi fino a Boldini. Catalogo Silvana Editoriale.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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