Parma – Cinquant’anni fa, nella sua prima rappresentazione teatrale, il musical “Hair portava in scena i valori della controcultura hippie, diventando l’emblema dell’opposizione pacifista alla guerra in Vietnam. L’opera rock, come forma di espressione artistica, nasceva in quegli anni e ne avrebbe assorbito e riflesso il senso.

Questa atmosfera rivivrà a Parma, nel Chiostro del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”, lunedì 18 giugno alle ore 20.45, con “Let the Sunshine in”, che sarà non solo un concerto ma un vero e proprio show, in cui si ascolteranno le canzoni più significative tratte da “Hair“, “Tommy“, “Jesus Christ Superstar“, “Evita“, “Rocky Horror Picture Show” e “Rent“.

Il progetto, ideato e coordinato dal Maestro Maurizio Campo, docente del corso di Musica d’insieme Pop del Conservatorio di Parma, è inserito in “1968. La Musica ribelle”, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura – Settore Casa della Musica del Comune di Parma, in collaborazione con Barezzi Festival e Conservatorio “Boito”.

Lo show sarà realizzato, suonato, cantato e interpretato dagli alunni del corso Pop di Musica d’Insieme del Conservatorio di Parma: Andrea Cosentino, Silvia Beggiato, Alessandra Felicetti, Sabina Ganora, Sara Loreni, Elisa Mandirola, Riccardo Marchi, Susanna Regazzi, Elisa Sandrini, Serena Scafarto, Gianluca Scontrino, Giulia Senesi, Francesca Spennato, Victoria Suarez, Simone Valeo, Isabella Zaccone (voci); Francesco Bertanza, Lorenzo Bertoni, Pablo Caroleo, Eugenio Cattini, Giordano Conti, Ettore Giannì, Antonello Greco, Marco Pappolla, Nicolò Rossini, Filippo Spalletta, Simone Tardelli, Simone Zoni (chitarre); Giacomo Barchetta, Marco Cilloni, Federico Ferrarello, Mattia Lassi, Luca Leonardi, Luca Marchi, Amedeo Santicchia, Umberto Valseschini (bassi); Alessandro Aldrovandi, Marco Carnesella, Pietro Colliva, Diego Lancellotti, Bianca Massari, Andrea Po, Marta Pozzoli, Tommaso Ruggeri, Alessio Vanni, Daniele Volcan (batterie); Lorenzo Buso, Francesco Costanza, Riccardo Sasso, Alessandro Zezza (tastiere); Filippo Di Domenico (violoncello).

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.