Tempo di lettura: 2 minuti

Passirano Brescia. La procura di Brescia è di nuovo in campo per una battaglia a favore degli animali, e dopo la super celebre vicenda dei cani beagle di Green Hill, adesso è l’ora dei pulcini. Come dal comunicato della LAV (Lega Antivivisezione) che a Brescia è di “casa” da anni per difendere i tantissimi casi di illeciti a danno di animali, sono stati citati a giudizio i responsabili della mattanza dei pulcini, eliminati tra atroci sofferenze. Con decreto immediato il veterinario e i proprietari di un’azienda di produzione di polli del bresciano, che uccideva i pulcini giudicati “non idonei”, tra atroci sofferenze.

Il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica è di maltrattamenti e di “uccisione senza necessità”. Per essere più chiari: i pulcini ritenuti non idonei per l’allevamento venivano schiacciati sotto i piedi dagli addetti all’allevamento. Un metodo barbaro, a dir poco, che proseguiva da tempo senza che nessuno, veterinario compreso, si ponesse un problema di metodo o legalità.pulcino 2

La citazione fa seguito all’inchiesta avviata dopo il blitz dello scorso giugno nell’allevamento di Passirano (Franciacorta, Brescia), quando il Sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, lo stesso del caso giudiziario Green Hill, insieme agli uomini del Corpo Forestale dello Stato, aveva fatto irruzione nell’allevamento, filmando la mattanza dei pulcini che venivano brutalmente schiacciati sotto i piedi degli operai dell’azienda. In quella occasione venne disposto il sequestro dei 74 pulcini superstiti, che furono affidati alla LAV in qualità di custode giudiziario.

 “Un sequestro esemplare – commenta Roberto Bennati, Vice Presidente LAV – 74 pulcini destinati alla macerazione, perché considerati inutili o difettosi, proprio come i beagles uccisi a Green Hill, furono salvati.” Una storia che la LAV aveva raccontato in un proprio video.

“Oggi esprimiamo la nostra soddisfazione per gli esiti dell’inchiesta, che ha portato all’accusa di maltrattamento di animali e di uccisione non legale per i proprietari dell’azienda ed il veterinario responsabile – prosegue Bennati, sottolineando –  è più che mai necessario contrastare la violazione dei diritti degli animali, proprio in quegli ambiti economici dove tutto viene considerato normale, come l’allevamento a fini di macellazione o a fini di sperimentazione, come nel caso Green Hill. Si tratta di prassi diffuse e in molti casi tollerate, la cui eradicazione rappresenta un importante fattore di civiltà, che può essere ottenuto anche grazie alla integrità e indipendenza dei servizi veterinari delle ASL, i principali organismi di controllo.”

 “La storia di questi pulcini per noi rappresenta molto – conclude Bennati –  è il simbolo dell’applicazione del principio di rispetto, almeno, della legge anche e soprattutto nei settori  in cui gli animali vengono utilizzati per scopi economici, come fossero prodotti e, non da ultimo, della nostra lotta senza sosta contro maltrattamenti e uccisioni di animali, anche negli allevamenti. Ci attendiamo, per questo, una condanna esemplare che funga da segnale all’intero settore produttivo e agli addetti ai controlli, pubblici e privati”.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *