a cura di Mario Lodi

Siamo gli alunni delle cinque classi di Sambucetole (Terni).
La maestra Manola ha deciso di imbarcare tutti noi nella nave della scrittura autobiografica, per un meraviglioso viaggio alla scoperta di noi stessi e degli amici, usando il computer. Con questa lettera ci presentiamo. Tutti.

Risponde Mario Lodi
Cari amici, leggendo le vostre lettere ho capito che Sambucetole è un piccolo paese dove vivono bambini felici che giocano fra loro e che vanno a scuola volentieri.
Voi non mi fate domande ma mi donate scene della vostra vita, alcune delle quali suscitano in me ricordi e riflessioni.

Roberta, per esempio scrive: “…mi piace andare nell’orto di nonna Dina con la bicicletta…” Anche a me piaceva l’orto, quando ero bambino: vi andavo a estrarre dalla terra le carote e i ravanelli, che lavavo al getto della pompa e poi mangiavo. In un’aiuola c’erano fragoline piccole e saporite che coglievo. Buonissime, altro che i fragoloni di oggi che sanno di niente!

L’orto era visitato da varie farfalle: cedroncelle, macaone, cavolaie.
Le cavolaie erano bianche con una macchia nera sulle ali e il papà le teneva d’occhio perché depositavano le uova nella parte inferiore delle foglie dei cavoli. Dalle uova nascevano poi i bruchini che cominciavano a rosicchiare la polpa.

Per salvare i cavoli il papà non usava veleni: quando scopriva le uova, chiamava noi ragazzi a schiacciare con le dita, insieme a lui, le uova e i bruchini appena nati. Ogni mattina, prima di andare a scuola, era questo il nostro compito.
Nonna Dina, cosa fa per salvare i cavoli dai bruchi?

Ciao. Mario Lodi