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Presentandosi in pagina con d’Annunzio, l’ospedale Civile di Brescia esemplificava la propria tradizione di soccorso e di cura in quel medesimo nesso che andava a riguardare anche il noto poeta, nelle sue vicissitudini salutistiche.

Una compresenza, in quell’informazione che la estemporanea stampa locale forniva in una emblematica incidenza, che, ad esempio, l’allora quotidiano “La Provincia di Brescia”, nell’edizione diffusa domenica 21 giugno 1925, sanciva nel, fra l’altro, riferire a proposito della “Convalescenza di d’Annunzio – La ‘Diana di Cattaro'” e di un “Carrettiere spinto dall’automobile sotto le ruote del suo carro”.

Quest’ultima notizia, a tutta evidenza afferente le presumibili dinamiche di un drammatico incidente stradale, andava a citare il maggior nosocomio cittadino nel precisare che, l’infortunato, tal Eugenio Zanoli, rimasto schiacciato dalle ruote del suo carro in prossimità della cascina “Grassine” di Gardone Valtrompia, nel fare manovra per far strada ad un’auto sopraggiungente a forte velocità, “(…) ebbe i primi sommari soccorsi dai carrettieri di una carovana che transitò poco dopo: alcuno di essi corse fino a Bovezzo per chiedere telefonicamente l’intervento della Croce Bianca che accorse con l’autolettiga ed operò il trasporto del ferito già in stato di subcoscenza per la sopravvenuta commozione cerebrale. Lo accolse ai Civici Spedali il dottor Dusi che gli riscontrò la frattura comminutiva aperta dell’arto: fu ricoverato con prognosi riservatissima non accennando a cessare il violento choc traumatico di cui era preda“.

L’altra informazione, pubblicata immediatamente accanto ai caratteri tipografici di quella appena accennata, derivava, invece, dalla sollecitudine del testualmente indicato “ufficio stampa del Garda”, nel modo in cui la stessa era significativa dell’aggiornare circa le vicende di Gabriele d’Annunzio, da tempo residente a Gardone Riviera, rispetto al suo stato di salute, compromesso, in quei giorni, da un’indisposizione passeggera, mentre era al lavoro “intorno alla Diana di Cattaro che egli si ripropone di pubblicare nell’anniversario dell’impresa eroica”.

La ricorrenza, accarezzata dall’ispirazione letteraria dell’autore, pare fosse relativa all’incursione aerea avvenuta tra il 4 ed il 5 ottobre del 1917, durante la Prima Guerra mondiale, effettuata anche con la partecipazione di d’Annunzio, per essere presente fra i quindici velivoli che erano riusciti, in quell’azione offensiva notturna, a bombardare la flotta dell’Impero Austro – Ungarico di stanza a Cattaro.

Diversa impresa, testimoniata dalla medesima testata giornalistica del 7 giugno 1925, era quella che d’Annunzio aveva voluto sostenere con un proprio esplicito avvallo personale nella fattispecie di una manifestazione sportiva locale: “Note Benancensi. Gabriele d’Annunzio a Riva, Riva, 5 – Domenica 7 corrente Riva avrà adunque l’onore di ospitare Gabriele d’Annunzio il quale ha conferito il suo alto patrocinio alla Sagra Sportiva Benacense. Riva si prepara ad accogliere degnamente il Poeta Soldato che predilige questo suo Lago, aggiungendo nuovi lauri di gloria alla sua celebratissima fama. Numerosissime sono le società che interverranno e dalle regioni più lontane: tutta l’Italia sarà rappresentata quassù: dal Piemonte, dalla Lombardia, dalle Tre Venezie, dall’Emilia, dal Lazio, dall’Umbria e fino dalla lontanissima Campania, molte sono giunte le adesioni per cui, sin d’ora, si prevde un brillante successo alla iniziativa della Società Benacense. Alla sera, si svolgerà una caratteristica festa alla Veneziana sul lago, con musiche, canti, fuochi e sfarzosissima illuminazione”.

A questo notevole assortimento d’attrazioni avevano, infine, fatto da corona i doni destinati ai vincitori delle competizioni sportive da parte dello stesso d’Annunzio, “in sette premi in sette buste chiuse”, recapitati nella località trentina qualche giorno più in là, ricorrendo al suo idrovolante “Tarabuso”, fatto decollare apposta per mezzo dei suoi fidati collaboratori “l’architetto Gian Carlo Maroni, il valoroso pilota maresciallo Pinciotti e il motorista cav. Edmondo Turci”.

Queste manifestazioni pare che fossero state precluse a certi altri protagonisti degli eventi presenti nella identica pagina delle notizie con le quali le medesime proposte di lettura si rendevano evocative dell’interazione dannunziana con la realtà gardesana, andando, con loro, a ribadire l’assidua operatività degli Spedali Civili di Brescia nel modo in cui la stessa assodata tradizione di soccorso e di cura ospedaliera appariva emergente pure dalle tracce diuturne di una serie di “cronache brevi”, esponenzialmente importanti nei colpi inferti da alcuni rovesci incombenti, in un’impetosa sorte avversa indilazionabili, come quelli accaduti a chi si era trovato nella sintesi di un lacerante e sedicente ritratto famigliare: “(…) L’altra sera fu medicato all’Ospedale del Civile l’incisore Rossetti Marco fu Giovanni d’anni 32, residente in vicolo san Giorgio 4. Il Rossetti, verso le ore 21, rincasava e notava l’assenza della moglie. La trovò poco dopo in casa di un cognato, ma il suo arrivo fu male accetto tanto che il cognato prima e la moglie poi, lo gratificarono di pugni e di calci. Il malcapitato marito non credette d’insistere e si avviò all’ospedale Civile ove si fece medicare contusioni al volto ed alla regione inguinale“.

A cercare di perlustrare le vie del fato, nell’assecondare il desiderio di inserirsi nei percorsi autentici dei palpiti del cuore attraverso la ragione di sospirati e di tormentati sentimenti, pare che ci potesse pensare, in quei giorni, stante la data stessa di pubblicazione della notizia ancora nella pagina del sette giugno 1925, la “Celebre Accademia di Cartomanzia e Chiromanzia”.

Si leggeva, a tale proposito, fra gli altri riferimenti sopra accennati, citando uno dei luoghi caratteristici dei sopravviventi ambiti urbani bresciani, che “Le signore e le signorine che desiderano leggere nell’avvenire con puro metodo rigorosamente scientifico, si rivolgano alla Chiromante Madame Teres, avranno ottimi risultati. Approfittino della non comune occasione scientifica. Massima segretezza. Madame Teres, riceve tutti i giorni, anche festivi, dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 14 sino alle 18, in via dei Mille n.1”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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