L’Italia è il principale paese in Europa importatore di pelli di canguro, oltre 100 tonnellate l’anno; pelli trattate nei distretti conciari nazionali per poi essere utilizzate da aziende italiane e straniere, prevalentemente nel settore sportivo (per farne scarpe da calcio, ma anche tute per motociclismo), e in parte da aziende di abbigliamento e calzaturiero del lusso.

La “caccia commerciale al canguro”, consentita e regolamentata dalle autorità australiane è un vero e proprio massacro che ha causato la morte di oltre 45 milioni di canguri negli ultimi 20 anni; una strage con un numero impressionante di vittime “collaterali”, cuccioli dipendenti dalle madri (deambulanti o ancora nel marsupio), animali adulti feriti, o fuggiti in preda al panico, tutti condannati ad una morte lenta e dolorosa.

Le uccisioni avvengono di notte (essendo i canguri più attivi) a bordo di pick-up dove cacciatori, regolarmente autorizzati, sparano; inevitabile che i colpi dei fucili non vadano a bersaglio distruggendo, con un unico colpo, il cervello di questi animali (come previsto dal “Codice di Condotta”) e che invece, migliaia di animali ogni notte, subiscano gravi ferite e una orribile morte.

Di fronte a questa situazione Lav ha deciso di lanciare un appello all’azienda italiana Lotto che produce e vende scarpe realizzate con la pelle dei canguri.

“A ormai un anno e mezzo dal nostro primo tentativo di confronto con Lotto per rappresentare all’azienda le criticità della filiera di produzione di pelle di canguro, da Lotto non abbiamo ricevuto alcuna disponibilità al dialogo e nessuna concreta indicazione di un possibile ravvedimento rispetto l’impiego di questo materiale, frutto della più grande mattanza di animali selvatici al mondo”, spiega Simone Pavesi, Responsabile LAV Area Moda Animal Free.

“A nulla sono valsi gli appelli più volte rinnovati a Lotto, così come anche il video girato direttamente in Australia, nell’epicentro dei devastanti incendi del 2020 : Lotto ancora oggi, completamente insensibile, produce e vende scarpe da calcio realizzate con la pelle dei canguri”.

Per questo oggi LAV diffonde un nuovo video-appello, nel quale racconta cosa si nasconde dietro un paio di scarpe da calcio realizzate con pelle di canguro (commercialmente nota anche come K-leather), e lancia una petizione con una richiesta inequivocabile: LOTTO, salva la pelle ai canguri!.

La campagna #SalvaCanguri della LAV fa parte della campagna internazionale #KangaroosNotShoes, che vede come target altre aziende del settore sportivo che ancora fanno uso di pelle di canguro, come Nike e Adidas.

In pochi mesi (tra il 2019 e il 2020), la campagna nazionale della LAV ha contribuito a fare dismettere le produzioni in pelle di canguro da parte di importanti aziende italiane come Diadora (per il settore sportivo) ma anche Versace, Prada, Ferragamo (per il lusso; mentre Gucci già aveva preso le distanze da questa filiera nel 2017).

“Una caccia insostenibile e violenta che già abbiamo denunciato nel nostro Rapporto “Complici” lo scorso anno. Alcune aziende hanno compreso la gravità della situazione ed hanno preferito eliminare da subito ogni legame con queste stragi; Lotto invece non solo continua ad ignorarci, ma è arrivata a cancellare uno per uno gli appelli che gli utenti lasciano sulle sue pagine social, e persino a bloccare l’account LAV sul canale Twitter. Un comportamento irresponsabile che mai ci si aspetterebbe da una grande e storica azienda quale è Lotto, e a cui rinnoviamo ancora una volta il nostro appello: Lotto, salva la pelle ai canguri!”, conclude Pavesi.

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