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Cremona- “Certo, con un albero genealogico come il suo, non potevo aspettarmi diversamente“. E’ questo il primo pensiero che mi è passato per la testa quando ho incontrato Luca Natali Stradivari. Non solo, come è facile pensare, per il mitico trisavolo Antonio Stradivari, ma anche e soprattutto per la mamma Antonia, abitué della redazione per interviste, confronti e belle chiacchierate. Una donna fantasiosa e dallo spirito libero, uno straordinario humus creativo per i suoi figli, Aaron e Luca.

Luca è giovanissimo, ha 22 anni. Ma questi suoi anni li ha impiegati decisamente bene: dalle scene calcate insieme alla mamma, allo studio del violino, all’esperienza come liutaio (non poteva esimersi, o no?), fino alla scoperta della sua grande passione: la composizione.

Le sue basi culturali e musicali sono molto solide, ma per ampliare le sue conoscenze e migliorarsi (un artista non smette mai di cercare un’ipotetica perfezione), il giovane Stradivari è partito per l’Inghilterra, ammesso, fra i pochi, alla Nottingham University, nella quale sta frequentando il secondo anno del corso di laurea in musica.

Ovviamente non si limita a fare lo studente, ma lavora a diversi progetti, in collaborazione con nomi di spicco: ha lavorato come direttore musicale della commedia “The Wardrobe”, scritta da Sam Holcroft, nota drammaturga inglese, mentre Maya Levy, direttore artistico dell’Open Art Cafè, l’ha selezionato per essere uno degli artisti principali sulla lista musicale del locale.

Non dimentichiamo poi che è stato anche a Singapore, nel 2014 i suoi 5 quintetti d’archi sono stati suonati all’ Espanade Theatre di Singapore, per una premiere a lui dedicata, nella quale hanno suonato musicisti dell’Orchestra di Singapore, del calibro di Souptel e Masako White.

A questo punto non posso fare a meno di chiedergli quando e se avrà a che fare con la sua città natale.“A Cremona ho tenuto il mio primo concerto, è una città alla quale sarò sempre legato. Ma nonostante sia la città della musica, in realtà per compositori come me offre pochi sbocchi, se voglio crescere professionalmente, e soprattutto mantenermi con il mio lavoro, devo necessariamente fare esperienze all’estero. L’Italia è un grande paese, con una cultura immensa, abitata da persone geniali, ma quello che qui è considerato alla stregua di un hobby, all’estero è un lavoro vero e proprio”, queste sono state le argomentazioni di Luca, e ben vengano.. ben venga un giovane così intraprendente, sperando che un giorno possa mettere a frutto le sue capacità anche qui da noi.

Ma a quanto pare non dovremo aspettare a lungo: “Per quest’estate ho diversi appuntamenti in zona: il 22 maggio, alle 18.30, alla casa natale di Stradivari, sono stato invitato ad esporre la mia dialettica musicale nella conferenza Il vuoto del legno. Il 19 luglio al Festival di Salò verrà suonato il mio concerto, per il centenario dall’entrata in guerra dell’Italia, Il Re è morto, infine il 15 settembre lo Stradivari Quartet suonerà i miei tre nuovi quartetti d’archi, per il festival Stradivariazioni. Tutti momenti di cui vado molto fiero ed attendo con ansia, perché non c’è applauso che desideri di più di quello della mia gente, un pubblico difficile, ma vuoi mettere la soddisfazione?”.

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