di Luciana Piovani

Bassa bresciana – Quest’anno avevo accantonato la corsa nel Deserto! Preciso: ho cercato di sopprimere questo mio desiderio in attesa di tempi migliori per il Nord Africa. Nessun Deserto sembrava sicuro, troppe incertezze, troppi sconfinamenti di predoni, sbandati e di milizie che non sanno per chi e per cosa combattere.

Inoltre  sembrava che le maratone non venissero autorizzate proprio per motivi di sicurezza. Con mio rammarico mi
sono chiesta se sarebbe tornato il tempo per rifare l’indimenticabile esperienza e intanto sfogliavo i giornali
specializzati di running per riempirmi gli occhi delle stupende immagini dei reportages: Marathon des sable,
Marathon des dunes, 100 km del Sahara, 100 km du Senegal e il Deserto della Namibia!

Ma sono  tutte “troppo”: troppo estreme, troppo costose, troppo lontane … per me improponibili in termini di denaro, di tempo, di preparazione e di capacità fisica! Non mi era rimasto che sfogliare le riviste e cercare  immagini su internet. La scuola inizia e già i primi giorni di settembre sono assorbita da riunioni, collegi, orari e rientro a casa tardi.

Al mio rientro da una di queste giornate ritrovo mia figlia e mio marito con uno sguardo e uno strano sorriso che hanno del sospetto. Dopo qualche schiarimento di voce mi annunciano che a novembre andranno in vacanza in Egitto (loro!). Al momento rimango male perché so che io non vi potrò partecipare: per i dipendenti statali, o meglio gli insegnanti statali, non esistono ferie durante l’anno scolastico e si possono chiedere permessi limitati solo per gravi o particolar motivi debitamente documentati.

Poi razionalizzo il fatto che mio marito fa un lavoro molto duro e che l’unico periodo in cui potrebbe fare le vacanze con tranquillità è novembre, quando tutti i raccolti sono stati portati a casa e la terra è a riposo. Anche a mia figlia farebbe bene un po’di vacanza al mare (e poi me lo terrebbe sotto controllo!).

Sono “quasi”rassegnata a rimanere a casa da sola, quando entrambi scoppiano a ridere di fronte alla mia faccia sconsolata e mi annunciano senza mezzi termini di prepararmi al Deserto del Sinai. Realizzo immediatamente che qualcosa è cambiato: l‘International Half Marathon, che si svolge in una porzione del Deserto del Sinai, è di nuovo in programma e quindi l’Egitto è più sicuro.

Nella testa si affollano un sacco di pensieri. Come mai questa volta sono loro a prendere l’iniziativa? Dopo tutto non corrono! Come farò a prepararmi? Conto velocemente le settimane che ho davanti. Sono poche e in più sto uscendo lentamente da un infortunio alla schiena. Ce la farò? E adesso cosa faccio con la scuola? Dovrò rivolgermi subito al mio Dirigente e questo pensiero raffredda tutti gli entusiasmi.

In realtà hanno messo tutto in moto i nostri amici Aldo e Rita (compagni di “merende” e corse nel deserto e soprattutto runners seri) conosciuti proprio due anni fa durante la Sharmarathon edizione 2009. Son loro che hanno telefonato e parlato con mia figlia e mio marito dicendo che si erano già iscritti per l’edizione 2011 e sollecitando anche la mia partecipazione (come runner) e la loro (come accompagnatori sedentari!).

Ecco svelato il mistero! Si sa, in compagnia è più divertente. Il desiderio sopito è diventato realtà. Ora mi dovrò presentare al mio Dirigente Scolastico … ma sono troppo felice e non ho intenzione di tirarmi indietro.