C’è chi cammina per ritrovare un equilibrio interiore, chi per ringraziare del creato, chi per provare la propria forza fisica.

Camminando, svuotiamo la nostra testa da preoccupazioni e pensieri ricorrenti e immersi in un tempo diverso, assaporiamo una lenta libertà. La libertà faticosa del proseguire, ma anche la libertà leggera che ti fa gustare il cammino, i compagni di viaggio, la natura nel suo splendore e il lavoro dell’uomo.

In una settimana , percorriamo 130 Km pianeggianti, da Bari a Brindisi. L’ultimo tratto della via Francigena del sud, per arrivare là dove i veri pellegrini si imbarcavano per raggiungere la Terra Santa. Il gruppo è formato da sedici persone di diversa età: da una bimba di nove anni fino alla sua nonna di 70.

in camminoEsperti di cammini e neofiti contagiati dal loro entusiasmo. Ognuno con il proprio ritmo e la fatica che i piedi possono concedersi. Quando si cammina si sentono il proprio corpo, i propri piedi: le vesciche, inevitabili, meritano attenzioni.

In un primo tratto incontriamo vigneti. I viandanti diventano ladruncoli in certi momenti. Assaporare gli acini zuccherini di un grappolo mette le “ali ai piedi”. Il succo granoso di un fico dona nuova energia. Cogliere una pesca sul ramo risveglia una felicità da bambini.

Avvicinandosi a Brindisi, i vigneti opulenti lasciano il posto ai vecchi ulivi scolpiti dal tempo: la potenza straordinaria della natura. Il vento portato dal mare ci aiuta a gustare il nostro cammino. Già il mare.

Talvolta l’odore lontano ci induce in tentazione, ma non si può cedere. Certi tratti sono sul mare e allora non ci resta che buttarci, per poi proseguire più freschi fra i cardi marini. Più leggeri.