Montichiari, Brescia. Ritratti di parenti, paesani e amici d’infanzia, come Ugo Mulas, si affiancano a fotografie di paesaggio e del territorio con i suoi ritmi, tradizioni e sagre di paese. Veri ritratti di vita, le fotografie opere che sanno emozionare, come del resto i suoi film. “L’uomo e la terra” è la mostra fotografica del regista Franco Piavoli, al Museo Bergomi al Centro Fiera del Garda dal 25 ottobre. Inaugurazione venerdì 25 ottobre ore 21, a seguito della proiezione del film di Franco Piavoli, “Festa”, nell’ambito della tredicesima edizione della rassegna cinematografica “Lo specchio e gli altri”. La mostra si protrarrà sino a fine anno.

L’esposizione intende far conoscere l’opera fotografica di Franco Piavoli, ancora poco nota al pubblico, e mettere in evidenza lo stretto legame che esiste tra le fotografie scattate da ragazzo, tra 1951 e 1953 nelle campagne bresciane e mantovane, e i successivi film sonori. Per questo la mostra è corredata da una piccola selezione di fotogrammi a colori tratti dai film, in particolare da Pianeta azzurro (1982) e da Nostos. Il ritorno (1989). Franco Piavoli è un narratore, poi regista di film e lungometraggi dal linguaggio nuovo e dal racconto intramontabile della dialettica tra essere umano e natura. L’uso delle immagini per raccontare sono una lingua che è parte integrante del percorso artistico del regista bresciano.

Forti sono i richiami ai maestri della storia dell’arte rinascimentale e alla poesia di Leopardi, uno dei punti di riferimento del maestro. Dopo circa 70 anni Piavoli ricomincia a sperimentare con il mezzo fotografico e realizza una sequenza narrativa carica di pathos che evoca le interconnessioni tra l’uomo e la natura, temi da sempre affrontati e ricercati dall’autore. Il regista, definito dalla critica il “maestro della natura”, varia i mezzi espressivi, si evolve, abbandona la sua Zeiss Ikon a soffietto regalatagli dal padre per approdare al cinema che meglio descrive lo scorrere del tempo e può far confluire il sonoro, elemento fondamentale e preponderante del suo lavoro da regista sinfonico.

Dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, dall’inquadratura fissa e statica al movimento. Cambiano i mezzi, ma la ricerca espressiva rimane la stessa: descrivere l’essere umano con i suoi stati d’animo e sentimenti e narrare la natura nella sua interezza attraverso il susseguirsi delle stagioni e dei giorni. Se lo scorrere del tempo, il variare della luce, i profumi della natura sono nelle immagini fotografiche solo evocati, diventano tangibili nei suoi film poetici.

Franco Piavoli nato a Pozzolengo, Brescia, nel 1933, è regista di un cinema appartato e insieme unico, da sempre segnalato nei festival internazionali. Mostra è a cura di Daniela Pacchiana.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.