Tempo di lettura: 4 minuti

Pescarolo ed Uniti (Cremona) – La Biblioteca comunale ha organizzato, in collaborazione con il Centro Yoga Orizzonti di Barcellari Diego, gli ultimi appuntamenti dell’anno 2018. Nel pomeriggio di Mercoledì 19 alle ore 14 si è tenuto il primo, presso la scuola primaria di Pescarolo e il coinvolgimento delle classi 3ª, 4ª e 5ª sul tema “L’uomo e la terra” relatore Jo’ Han Chant’ Ney, una delle tante persone importanti che frequentano il Centro.

Medicine Man Navajo, ha facoltà e capacità di aiutare e curare le persone. Viene dall’Arizona ed è ambasciatore, portatore nel mondo, della parola del suo popolo “Dinè” il più antico della terra che vive nel nel Gran Canyon. L’appuntamento è iniziato con la sua presentazione ai bambini e la lettura da parte di Silla del libro “Per chi è il mondo”, accompagnata dal dolce suono del flauto di Jo’ Han che ha poi spiegato ai bambini la relazione tra uomo e terra.

Il secondo incontro si è svolto, in serata, presso la “sala Camozzi” di Cassa Padana in piazza Garibaldi. Ha aperto la serata Diego Barcellari, illustrando brevemente le varie attività del centro culturale, piccolo, ma che ha tante ramificazioni nel mondo (la sede dell’Associazione è a Città del Messico) ma è visitato da persone speciali che arrivano da tutte le parti del mondo. Poi Silla ha letto, accompagnata dalla musica del flauto dell’ospite navajo, la risposta del Capo Seattle della tribù dei Duwamish, in seguito alla richiesta fatta nel 1854 dal Presidente Franklin Pierce per l’acquisto di quei terreni.

L’ospite ha poi aperto la serata dando il benvenuto ai presenti nella sua lingua nativa. Portavoce di chi non c’è più, con una personalità molto profonda e un tono di voce sempre pacato, ci ha fatto rivivere e comprendere le sofferenze dei nativi americani di ieri e di oggi, le nostre e quelle del nostro pianeta. Tanto si parla nel mondo per qualsiasi notizia, ma dei nativi americani si è sempre parlato poco e quel poco, è sempre stato travisato e distorto dal cinema e dai libri.

Prima di incontrare i popoli europei, 5.000 anni prima, i nativi americani si incontravano con i popoli dell’Asia, per scambi di cibo, di informazioni, di cultura, di strumenti e, in occasione di questi incontri si facevano feste, cerimonie nelle quali i colori di Asia e America si univano dando vita alla luce. Gli Europei invece sono stati molto aggressivi, senza domande, hanno solo preteso, imposto e diviso. Questo uso della forza, anche con le armi, ha originato delle reazioni da parte dei nativi americani e delle tribù totemiche, altri invece, pacifici come i Dinè, no, hanno invece sempre ricercato il dialogo e volevano continuare a vivere in pace e in equilibrio, mentre l’Europeo voleva solo possedere e comandare e rispondevano con l’inganno alla disponibilità del popolo Dinè.

Erano, i nativi americani, un popolo di 260 milioni, oggi sono meno di due milioni e mezzo. Però gli europei i Navajo non li hanno sterminati, perché avevano capito che, diversamente da loro, erano speciali e avevano la conoscenza. Il popolo Navajo vive in una gabbia, in un mondo avvelenato ed è oggi per lui ancora motivo di torture, discriminazioni ed è stanco di sopravvivere. Riunitisi in segreto decisero di andarsene, ma poi i loro fratelli, sorelle, padri, dissero No, dovete restare e continuare a pregare perché l’essere umano possa comprendere i propri errori, senza farsene una colpa da tramandare ai propri figli . Questa consapevolezza fa la differenza, può cambiare l’origine che ha creato tutto.

Ormai loro sono pochi hanno bisogno di noi per salvare il nostro pianeta e Jo’ Hàan ci invita a riflettere di che cosa noi ci nutriamo, sia come cibo che come immagini. Se ci sentiamo liberi possiamo camminare insieme, diversamente, loro pregano per noi affinchè ci possiamo sentire liberi. Però loro hanno bisogno del nostro aiuto: bisogna cambiare dall’inizio, dalla radice. Un albero se ha radici solide, cresce forte.

Jò Han dice:se voi siete dello stesso parere vi invito a non credere a quanto scritto nei libri, quando potete andate presso alcune popolazioni native americane, non come turisti, chiedete! Presentatevi liberi come siete, noi non siamo diversi, abbiamo solo conservato negli anni le conoscenze, le consapevolezze necessarie per tenere viva la coscienza dell’universo. Se l’uomo si estingue, lo fa in modo brutto, la coscienza dell’Universo soffre, dovrà rimodulare tutto, questo significa che l’essere umano è come se non fosse mai esistito. Loro sono venuti sulla terra in bellezza, con equilibrio e armonia e vorrebbero andare a ritornare in quel luogo nello stesso modo. Lui vorrebbe andarsene, ogni giorno lo desidera, è molto stanco, ma lo riportano sempre qui, lui è parte di noi, solo insieme possiamo migliorare. Per questo hanno intenzione di trasferire tutte le loro conoscenze a noi, così che i nostri figli possano prendere tutte le loro conoscenze, e poi come sarà il futuro sarà solo nostra responsabilità“.

Ci saluta a suon di tamburo, per far sentire il suo cuore e conclude dicendo:in passato non è andata bene, ma se oggi potrà andare meglio, non sarà solo il mio tamburo a suonare, ma quello di tutti quanti. Il nostro cuore si sta fermando come il suono del tamburo. Continuate a suonarlo Voi per Noi. Spero che ora l’Europa abbia capito cosa vuol dire essere invasi, Grazie“.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *