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Più che lodevole l’iniziativa del Direttore del Quotidiano “La Provincia” di Cremona per arrivare ad una risposta al quesito indicato nel titolo “ma quale futuro?”. Se già la città presente problemi sulla crescita, è più che naturale porsi lo stesso quesito per buona parte del territorio della sua provincia, che vive in un degrado quotidiano, di fronte ad un invecchiamento della popolazione e ai giovani che se ne vanno.

Purtroppo il progresso ha portato nuove prospettive nel lavoro, molto lontane dalla nostra realtà e questo coinvolge buona parte del territorio, per il quale la parte politica coinvolta, deve avere la volontà di decidere se vuole crescere o se si accontenta dell’esistente, tenendo sempre presente il vecchio, ma sempre saggio detto, secondo il quale chi si ferma è perduto. Diciamo che per il territorio nel suo complesso è certamente positiva la notizia che, sembra, nel 2023, inizierebbero i lavori per il raddoppio della linea ferroviaria CR – MN.

Oggi poche sono le persone impegnate nell’agricoltura, fino a ieri settore primario, anche se sono da evidenziare importanti investimenti, anche occupazionali in settori collegati alla stessa. Non è più così in molte realtà e con non poche difficoltà anche nel Comune di Pescarolo ed Uniti, che ha fatto la sua parte normativa e ha visto l’intervento dei privati, si è riusciti a creare un qualcosa in alternativa che desse una risposta al problema occupazionale con iniziative che oggi, nel complesso, danno lavoro a oltre 200 persone.

Certamente ai primi posti, per quanto riguarda l’occupazione, abbiamo gli insediamenti dell’area produttiva a lato della comunale per Pieve Terzagni, al primo posto è la Steel Color con 140 occupati, seguono l’ex macello Rossi, oggi Bersi, con 25 occupati e il Centro Stampa con 7 occupati. Poco distante in via Zanetti abbiamo il ricamificio Tiffany con 8 dipendenti e la Lindberg con 18 dipendenti e circa 85 complessivi nei vari magazzini sparsi sul territorio Nazionale. Nell’abitato poco distante, Pieve Terzagni, abbiamo la falegnameria Melgari con 6 dipendenti, ad andare oltre il numero suindicato contribuiscono piccole attività commerciali e artigianali. Tutte logicamente risentono della criticità del momento, ma una segnalazione che coinvolge tutti è quella riguardante la necessità di un miglioramento delle linee di comunicazione con la fibra ottica. Purtroppo oltre il 50% di questi occupati non è residente nel Comune, limitando di conseguenza i riflessi sull’economia locale.

In questi ultimi anni qualcosa si è fatto in tema di nuove abitazioni, con poca fortuna per i condomini, prevale la richiesta delle case singole, anche informa di villette a schiera. Certamente resta il quesito su quale sorte debba subire l’enorme patrimonio immobiliare esistente. Sono interventi che necessitano di investimenti che dovrebbero fruire di contributi Regionali, ma ad oggi, come dice il Sindaco, purtroppo sono solo parole dette anche nel Consiglio Comunale di fine anno. In quella sede, precisa lo stesso, due sono i provvedimenti importanti adottati e riguardanti sia lo sviluppo economico con l’adesione all’ATS per la promozione del territorio, che il problema recupero edilizio che ha ricevuto un sì alla semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e recupero patrimonio esistente, che però al momento sono solo parole che magari si concretizzeranno, ma non sappiamo quando.