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In Lombardia sono 80 le famiglie legate alla ‘ndrangheta. Su mafiamaps è possibile sapere quali traffici hanno, in quali zone dominano, quanti e quali omicidi hanno commesso. E così anche per Cosa nostra e la camorra.

A Palazzo Lombardia è stata presentata in anteprima la nuova app realizzata da Wikimafia, “Libera Enciclopedia sulle Mafie” nata nel 2012 per iniziativa di ricercatori sociali ed ex-studenti dell’Università degli Studi di Milano con la supervisione di Nando dalla Chiesa.

Sull’app sarà possibile trovare la mappature delle organizzazioni mafiose, gli omicidi, le stragi, le intimidazioni, gli arresti, i luoghi di incontro, oltreché attività e inchieste, con filtri selezionabili in base all’organizzazione, al periodo temporale e alla posizione geografica. Dati e informazioni che il team di ricercatori ha estrapolato da quasi 9mila di pagine delle inchieste della magistratura.

Il primo omicidio per mafia in Lombardia fu commesso da Cosa Nostra nel 1954, in provincia di Varese, che gestiva un traffico di diamanti. Da allora ne sono stati eseguiti 70. In provincia di Milano, quella con la maggior concentrazione di organizzazioni malavitose, la magistratura ha arrestato complessivamente 11 capiclan. Dagli atti delle inchieste, emerge anche che i territori della bergamasca e del bresciano venivano utilizzati, soprattutto negli anni ’80, per nascondere i latitanti.

mafiamaps

“Il nostro è un lavoro di riorganizzazione e comunicazione di quello che di per sé è già noto ma che quasi nessuno sa”, sottolinea Pierpaolo Farina, amministratore delegato di Mafiamaps srl, la società nata dal gruppo di ricercatori di Wikimafia, e che ha curato in questi mesi la realizzazione dell’app. Lavoro reso possibile solo grazie al crowdfunding #mappiamolitutti che, nel maggio dell’anno scorso, ha raccolto i fondi necessari (poco più di 17mila euro).

“Ora abbiamo creato una start up -racconta Pierpaolo Farina-, ma facciamo molta fatica a trovare nuovi investitori. Siamo ritenuti ‘ad alto rischio’ per il tema che trattiamo che potrebbe esporci a ritorsioni e perché potremmo ad andare a toccare interessi di chi ci finanzia. Siamo pertanto alla ricerca di investitori coraggiosi!”.
Nonostante le difficoltà, l’obiettivo è di mappare la presenza delle organizzazioni mafiose anche in altre regioni.

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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