Verona – Ogni mattina Luca si sveglia all’alba. Si veste, giusto il tempo per un caffè, e via sui campi. Fra le sue galline che sono 250 e che vivono libere.

Ogni mattina Luca raccoglie 100-150 uova fresche che poi venderà a privati e negozi e che porterà in giro per la provincia nei mercatini di quartiere dove i prodotti sono rigorosamente a chilometro zero. Luca ha 32 anni e vive a Cerea, bassa veronese, un’area un tempo felice per i suoi mobilifici, oggi duramente colpita dalla crisi economica.

L’anno scorso aveva 50 galline. Oggi ne ha 250 e fra qualche mese forse ne avrà il doppio dando vita a una piccola azienda che sarà in grado di mantenere la sua famiglia.

Quella di Luca Modenese è una delle 6 aziende che nel 2016 ha ottenuto un microcredito erogato da Mag grazie al sostegno e all’impegno delle filiali del basso veronese di Cassa Padana.

“E’ dal 1978 che Mag Verona lavora a fianco delle aziende, di quelle che non hanno le credenziali per ottenere un prestito dal sistema bancario – spiega Gemma Albanese, responsabile dello sportello Microcredito Nel 2005 ci siamo aperti anche ai non soci e alle famiglie e dal 2015, grazie alla collaborazione con Cassa Padana, siamo usciti dalla città e stiamo per così dire esplorando la bassa veronese.

Per noi erogare un microcredito non significa solo fornire i soldi necessari all’avvio o al rilancio di un’impresa. Significa costruire insieme un percorso di fattibilità che porta sempre al ritorno del debito contratto. Questo vale sia per le imprese che per le famiglie.

Quest’ultime possono vivere momenti di grande difficoltà. E sono molto appetibili da parte di quelle finanziarie senza scrupoli che prestano soldi con interessi, purtroppo legali, da usurai. In molti casi le famiglie non riescono a saldare il debito e si impoveriscono ancora di più.

Ma queste stesse famiglie, e ci è successo in almeno 15 casi, spesso non hanno bisogno di un prestito e quindi di contrarre un ulteriore debito. Devono solo sono essere accompagnate a rivedere i propri bilanci familiari e a pianificare meglio le spese e i consumi”.

“Per questa ragione nel 2015 abbiamo voluto avviare il progetto “Mi prendo cura”” fa eco Stefania Colmelet, sempre di Mag.

“Qualche anno fa, quando la crisi economica aveva già fatto tutti i suoi danni, ci siamo resi conto che c’erano famiglie che non erano in grado di sostenere un debito da 50 euro al mese. Famiglie che vivevano di sussidi o di continui prestiti senza ripensare all’uso delle proprie risorse. Così ci siamo messi al lavoro sui bilanci familiari. Abbiamo seguito oltre cento famiglie e la maggior parte di queste ha voluto mettersi in gioco e rivedere il proprio presente per non ipotecare il futuro”.

Cassa Padana non è nuova a progetti di microcredito. L’attività della banca in questo settore è rodata e consolidata nel tempo e con una dimensione non proprio piccola. Ma fino alla partnership con Mag si trattava di interventi in ambito sociale e legati ai bisogni della persone. Non erano mai stati sviluppati progetti che fossero funzionali alla nascita di nuove imprese.

“Per questo la proposta di Mag ci ha interessato fin dal primo momento”, spiega Stefano Boffini responsabile della divisione Soci e territorio.

“Assieme a un soggetto di comprovata esperienza qual è Mag, abbiamo sperimentato quella che per noi era una nuova forma di microcredito, quella alle imprese. Confesso che all’inizio le aspettative erano molto basse. Pensavo che se saremmo riusciti a far partire una sola impresa sarebbe stato già un successo. E invece di nuove imprese oggi ne esistono ben sei”.

Nel 2016 lo Sportello Microcredito legato a questo accordo ha ricevuto 145 richieste e concesso 27 prestiti per un totale di 110.265 euro. 21 prestiti con una media di 2500 euro sono stati concessi a famiglie e 6 (per un totale di 71mila euro) a imprese. Famiglie e aziende sono state seguite passo dopo passo sia per rimettere in ordine i bilanci sia per trasformare concretamente le idee in realtà.