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Brescia – Centenario della nascita dell’artista e collezionista bresciano Guglielmo Achille Cavellini (GAC), il 2014 si rivela in un coincidente anniversario, funzionale a porsi pure come l’anno dell’arte postale per Brescia.

Arte intesa in un singolare abbinamento con la consueta espressione di quella attività di collegamento che, fra buste, cartoline, telegrammi e francobolli, della posta ne coglie le pertinenze filateliche e bollate della spedizione, per contemplarne l’integrazione con gli elementi creativi di una personale ispirazione, in modo che, nel configurare una sovrapposizione, si instauri un connubio finale dove prevalga l’unicità di un’artistica soluzione.

In questo ambito d’arte d’avanguardia, sia quanto è spedito, che il mezzo stesso, con cui avviene questa trasmissione, rappresentano le parti costituenti le peculiarità di un’autentica caratterizzazione, avviata, altrettanto artisticamente, nel circuito di uno scambio di opere di piccolo taglio che è intercorrente, come una sorta di corrispondenza d’affiliazione, tra gli interpreti di questo genere di produzione.

Nell’accezione anglosassone di “mail art”, con la quale tale metodica compositiva si staglia nel panorama internazionale dell’arte contemporanea visiva, questa perdurante espressione culturale, esercitata in una trasversale ricerca creativa, è accolta nel programma di un’apposita mostra collettiva, dedicatale dall’11 ottobre al 2 novembre, nella “Galleria San Zenone all’Arco”, dell’omonimo vicolo di Brescia, annunciandosi nella curiosa aderenza riscontrabile con il proprio caratteristico e ricorrente insieme costitutivo che è evidenziato nel manifesto divulgativo da cui se ne apprendono i termini, i contenuti ed il contesto, promosso grazie al suo dettagliato apporto illustrativo.

Ad informare circa la pluralità dell’iniziativa espositiva, in calendario per il mese di ottobre fino all’inizio di novembre, sono i curatori della mostra stessa, Fausto Moreschi, nel ruolo di “art director”, Carmela Perucchetti, presidente dell’associazione per l’arte “Le Stelle” di Brescia e l’artista Roberto Formigoni, che, dal 1994, è noto ed apprezzato esponente di tale specifico ambito espressivo, connaturato alle estrose prerogative che vi si riconoscono effettive, congeniate a ridosso di quelle esplicite caratteristiche che, del mezzo postale, si manifestano come diffuse implicazioni d’afferenze operative.

Omonimia a parte con il noto esponente politico, dall’identico nome e di uguale cognome, circa l’artista bresciano Roberto Formigoni la letteratura biografica, in capo al settore, lo individua personalmente, secondo qualificate ed interessanti note di spessore: “Nato a Brescia nel 1939. Pittore e designer, è incluso nell’albo “artisti professionisti” di Roma dal 1961. Dal 1962 si dedica alla fusione artistica del vetro e alla manipolazione della creta con l’antica tecnica “raku”. Una sua serigrafia a tema rugby stico è esposta nella Hall of Fames in Nuova Zelanda ad Okauckland ed in Scozia a Murrayfield. Nell’ottobre 2007 è stato invitato dalla Macandrew Intermediate School con un bozzetto a tema rugbystico, in occasione del campionato Mondiale di Rugby, per una esposizione a South Dunedin in Nuova Zelanda. Ha esposto a Verona, Bergamo, Milano, Venezia, Brescia, Pescara, Cremona, Mantova, Desenzano, Sirmione, Rovigo, Piacenza, Como, Firenze, Roma, Parigi, Londra, Novj Jicin, Gorlitz, Pribor, Darmstadt, Fulnek e molte altre. Importanti giornali, riviste, reti televisive e radiofoniche gli hanno dedicato articoli, commenti servizi”.

Attraverso il suo qualificato impegno, approda, in una circoscritta parte d’autunno, quella laboriosa proiezione dei preparativi che convogliano, in tre settimane del 2014, la realizzazione di una mostra funzionale, fra l’altro, a ricordare, con un’importante esposizione di “mail art”, la figura di “Guglielmo Achille Cavellini (1914 – 1990), un facoltoso imprenditore e collezionista d’arte italiano, trasformatosi in artista. Inondò la rete della mail art intorno alla metà dei “70” con i suoi lavori relativi ad un progetto di “autostoricizzazione” avviato nel 1971. Tale progetto comprendeva manifesti, adesivi, libri e francobolli d’artista”, come si può leggere nella fantasmagoria cromatica e compositiva del manifesto che promuove l’iniziativa stessa, attraverso la sua stampa, in un taglio a lenzuolo fronte-retro, realizzata secondo il design di Roberto Formigoni, Pino Cappelli e Federico Abeni.

Con la dovuta licenza argomentativa, si tratta di un mirato raduno rappresentativo di coloro i quali hanno, da tempo, riversato nell’arte postale l’intraprendente sequela alla formulazione di quel criterio che in essa trova il riscontro di una metodica compositiva dove l’ideazione è, nel mezzo utilizzato, contestualmente protesa e diluita in particolareggiate note coloristiche e figurative, attraverso le quali anche la forza trascinante dell’immaginazione vi aleggia sospesa.

La composizione artistica è spinta, in questo caso, sul doppio binario ideale che, nel tradizionale vettore postale, vi riscontra una base congeniale per una libera reinterpretazione di quanto in esso, sul dorso di buste e di incartamenti, normalmente appare, con l’aggiunta di personali apporti attuativi di varia natura, fantasiosamente elaborati in tecnica mista ed immessi nell’armonia di una sintesi finale alla quale diversi particolari risultano rapportati, secondo una variegata versatilità di stampo concettuale.

Come scrive, nell’accennato manifesto, Carmela Perucchetti: “Il mail artist fa circolare in modo itinerante e concreto, con l’inconsapevole mezzo del canale postale, una affermazione di identità attraverso idee, gesti, segni affollati su buste o nel loro contenuto interno. La reiterazione degli invii insegue e documenta, nel processo di storicizzazione confermato da annulli e timbri postali, lo scorrere del tempo, il segno tangibile di un passaggio e di una consegna, da mittente a destinatario. Arte di dialogo, di condivisione, come dato necessario per una conferma dell’esistere”.

La mostra, patrocinata dalla “Fondazione Cavellini e dal Comune di Brescia, ha la portata proporzionata in venticinque nazioni partecipanti, in relazione alla provenienza dei cinquecentocinquanta invii di opere artistiche su busta che coniugano nell’accezione di “progetto Utopia” la ricorrenza colta ad omaggio di chi, nella figura di Cavellini, aveva promosso e diffuso, anche secondo una propria personale produzione, questa specifica arte che il 2014 convoglia a Brescia in una privilegiata destinazione.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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