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Mantova. La città celebra Giulio Romano, pseudonimo di Giulio Pippi de’ Jannuzzi (Roma, 1492 o 1499 – Mantova, 1546), il più talentuoso tra gli allievi di Raffaello e genio indiscusso del Rinascimento italiano, con il grande progetto “Mantova: Città di Giulio Romano”.

Al maestro manierista sono dedicate tre mostre e un ricco programma di eventi espositivi e proposte culturali, ideato in stretta collaborazione con le principali istituzioni del territorio. Palazzo Te torna a celebrare, a distanza di trent’anni dalla grande monografica del 1989, il genio di Giulio Romano con la mostra “Giulio Romano: Arte e Desiderio“, sino al 6 gennaio 2020.

L’esposizione, a cura di Barbara Furlotti, Guido Rebecchini e Linda Wolk-Simon, è parte integrante del programma di mostre ed eventi dedicati al genio del Rinascimento che coinvolgeranno la città sino al giugno prossimo. La mostra indaga la relazione tra immagini erotiche del mondo classico e invenzioni figurative prodotte nella prima metà del Cinquecento in Italia. Concentrandosi sulla produzione di Giulio Romano, il percorso espositivo evidenzia la capillare diffusione di un vasto repertorio di immagini erotiche nella cultura artistica cinquecentesca e svela le influenze esistenti tra cultura alta e cultura bassa nella produzione di tali immagini.

I preziosi oggetti esposti, provenienti da venti istituzioni italiane e straniere, sottolineano il carattere giocoso, inventivo e a tratti sovversivo di queste invenzioni artistiche e dimostrano la flessibilità del soggetto erotico, utilizzato in opere che spaziano dai disegni ai dipinti, dalle sculture alle incisioni, dalle maioliche agli arazzi.

Il tema della mostra, che offre al pubblico la possibilità di indagare un aspetto relativamente poco noto dell’arte del Rinascimento, è strettamente connesso al luogo che la ospita. Soggetti erotici e storie amorose sono infatti ricorrenti nelle sale di Palazzo Te, capolavoro indiscusso della carriera artistica di Giulio Romano.

Dal ottobre al 6 gennaio 2020, altra mostra dal titolo “Con nuova e stravagante maniera. Giulio Romano a Mantova, una mostra nata dalla collaborazione tra il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e il Musée du Louvre di Parigi che intende illustrare la figura di Giulio Romano e la sua “nuova maniera” di fare arte, in particolare nella città gonzaghesca, mettendone in luce le peculiarità e l’aspetto fortemente innovativo. Il suo genio poliedrico, infatti, si espresse in forme artistiche e discipline estremamente varie, dall’architettura alla pittura, dagli arazzi all’oreficeria, trovando un comune denominatore nella pratica del disegno, nella quale Giulio eccelse fin dagli anni di formazione nella bottega di Raffaello.

Dal 1 febbraio al 30 giugno 2020, sarà allestita la mostra multimediale “Giulio Romano Experience“, progettata e realizzata da Punto Rec Studios e da Visivalab, coinvolgerà il visitatore in un’esperienza multisensoriale nella conoscenza e comprensione della poliedricità dell’artista: sarà infatti possibile toccare con mano i materiali utilizzati, sentire i suoni e percepire gli odori della bottega di Giulio Romano. Le postazioni multimediali, disegnate e progettate in modo da essere collocate al centro delle sale, si integreranno nello spazio senza coprire gli elementi decorativi presenti, rivelando nuovi e interessanti aspetti del lavoro del maestro, anche a coloro che hanno già visitato il Palazzo.

Conferenze, concerti e altri eventi accompagneranno l’anno celebrativo che Mantova dedica al grande maestro e al suo indiscusso genio artistico.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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