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Milano. La mostra “Mario Negri. Scultore a Milano“, dal 30 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020, è un omaggio del FAI a Mario Negri (1916-1987), scultore tra gli anni Cinquanta e Ottanta del Novecento, valtellinese di nascita ma milanese di adozione. Uomo appartato per carattere, volutamente lontano dalla fama e dalle mode, e perciò non a tutti noto, ma artista originale e significativo e intellettuale attivo e partecipe, cruciale nella formazione di un’identità culturale moderna, di cui Milano è sempre stata fertile scenario.

Un duplice invito, la visita alle opere scultoree del maestro e la visita alla villa Necchi Campiglio, bene del Fai, un gioiello architettonico immerso in un ampio giardino privato nel cuore della città.

Un progetto degli anni ‘30 ad opera dell’architetto Piero Portaluppi, riprende la disposizione degli spazi interni con la divisione tradizionale delle dimore nobiliari. Lo splendore degli arredi déco, degli oggetti d’uso e di importanti pezzi d’arte è stato impreziosito in tempi recenti dal lascito delle collezioni de’ Micheli e Gian Ferrari, ricche di opere: da Tiepolo e Canaletto fino a Sironi, De Chirico, Martini e Wildt.

Dal novembre 2017 la villa si è arricchita della Collezione Guido Sforni (1935-1975): 21 opere su carta di grandi artisti del Novecento come Picasso, Fontana, Modigliani Matisse e altri. La Villa oggi è aperta a tutti, rispettando così il volere delle sorelle Necchi che nel 2001 affidarono la dimora al FAI proprio per farne un luogo da vivere e frequentare.

La mostra “Mario Negri. Scultore a Milano” vuole rappresentare a un pubblico largo la sua opera, perché se ne riscoprano il valore, l’inedita bellezza e la suggestiva poetica. È un’occasione per raccontare l’artista, ma anche l’artigiano, lo scrittore, il critico e l’intellettuale, nelle sue relazioni con altri artisti, amici e ispiratori, da Alberto Giacometti a Henry Moore, da Vanni Scheiwiller a Giovanni Testori.

Come le precedenti mostre organizzate dal FAI a Villa Necchi, la mostra intende legare l’artista e le sue opere alla storia e all’identità del luogo, per valorizzarli entrambi. Le sculture sono volutamente inserite nel contesto, dal giardino agli ambienti della villa: poste in dialogo con l’architettura, sono collocate sugli arredi domestici o accostate ad altre opere d’arte, come fossero parte anch’esse della collezione privata di famiglia.

Gli accostamenti sono scelti per esaltare forme, linee e colori delle opere in mostra sullo sfondo della villa, ma anche per evidenziare affinità e differenze con alcuni elementi della collezione permanente, i cui autori costituiscono un punto di riferimento dello stesso Mario Negri: Arturo Martini, Adolfo Wildt o Mario Sironi sono alcuni dei maestri del Novecento che accompagnarono la sua formazione.

Questo inedito e produttivo confronto permette di cogliere derivazioni ed evoluzioni, ovvero la capacità dell’artista di trovare il proprio moderno linguaggio a partire da una tradizione scultorea affermata, ad esempio l’accostamento tra il Nuovo busto di donna o Ritratto senza volto di Negri e il Busto di fanciulla di Arturo Martini della Collezione Gian Ferrari.

Una gran parte delle opere in mostra è esposta, inoltre, nel sottotetto della villa, in un
allestimento progettato da Marina e Maria Laura Negri, più tradizionalmente museale, e che tuttavia, rifacendosi ad un’indicazione suggerita dall’artista stesso nelle mostre da lui curate, tende ad instaurare un dialogo tra le sculture, come una messa in scena drammatizzata in cui le opere sono come attori rappresentanti “una misteriosa popolazione che parla una lingua moderna ma porta con sé un respiro antico”.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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