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Marmentino (Brescia) – Rriscoprire il paesaggio e il passato operativo della Valtrompia attraverso i dipinti di Germano Filippini, nato a Molinetto di Mazzano ma adottato dalla valle.

E’ il filo rosso della mostra “Marmentino e dintorni: paesaggi e cultura” dove nei capolavori dell’artista si possono scorgere i personaggi e paesaggi della valle, i luoghi dei lavoratori, scorci di case innevate e i mestieri di un tempo.

Una mostra dedicata al territorio di Marmentino e dei paesi limitrofi, agli antichi mestieri della tradizione locale ed alle genti della valle. In esposizione circa 20 tavole a olio o pastello, la gran parte delle quali appositamente realizzate.

In particolare i paesaggi di Marmentino, le vie di Ombriano, la Chiesa dei SS. Faustino e Giovita e tanti altri scorci caratteristici; cuore dell’esposizione l’opera dedicata ai minatori di Marmentino.

Germano Filippini
Nato a Molinetto di Mazzano il 26 settembre 1951 ha trascorso una difficile infanzia avendo perduto i genitori in tenera età.

La sua formazione artistica avviene nelle botteghe d’arte di Serafino Zanella, Ottorino Garosio,
Martino Dolci e Angelo Fiessi dove perfeziona diverse tecniche pittoriche fino a raggiungere una propria
capacità espressiva memore della pittura naturalistica lombarda di fine Ottocento.

Staccatosi dai propri maestri, inizia un’autonoma attività artistica, partecipando con notevole successo di pubblico e di critica a mostre e concorsi e realizzando numerose personali in molte città d’Italia e all’estero. Tale fervore artistico affievolisce nei primi anni ’90 per molte avversità e dolori familiari che l’hanno profondamente colpito e segnato nel carattere.

Ancora una volta, superata la crisi, ha ripreso l’attività artistica con l’entusiasmo e la volontà che gli sono proprie, quasi a voler trasferire nell’arte il desiderio di un ritorno ai ritmi autentici di una vita semplice e serena. In questi ultimi anni, raggiunta una grande maturità artistica, ritrovati anche autentici momenti di felicità e amore, sta producendo una pittura stimolante dal punto di vista percettivo, offrendo paesaggi, scene di vita contadina e lavoro, immagini della tradizione agreste delicati e vibranti, ricchi di vita e di movimenti, con giochi di luce e tonalità delicate.

Si trova dunque nelle opere del Filippini quel senso dell’arte proprio dei pittori lombardi e da ogni sua opera traspare l’anima dell’artista, ora inquieto e nostalgico, ora sereno e sognante.

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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