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Bagnolo Mella (Brescia) – “Un imprevisto, sfuggito alla legge della determinazione e approdato al Chaos, ha consentito a Mirko Bedussi di ampliare un’esperienza che l’ha condotto ad affrontare temi complessi quali l’ibrido e il doppio, il multiforme e lo straordinario. Discostandosi solo parzialmente dal recente passato, egli oggi riflette sul concetto identitario scegliendo il volto come oggetto dell’indagine”.

AnnaMaria Chiara Donini, direttrice artistica di CoArtCo, descrive in questo modo l’arte di Mirko Bedussi, scultore bresciano, che dal 19 Novembre esporrà presso la Collezione di Arte Contemporanea, che ha sede all’interno di Palazzo Bertazzoli a Bagnolo Mella (Brescia).

“Matrice” è il titolo scelto per questa esposizione. Prosegue la prof.ssa Donini: “Si accennava alla presenza di un accidente come causa motrice del nuovo percorso, un fattore non conteggiato comparso nel corso della lavorazione di un multiplo di Tra le mie braccia (2015). Nella fase di termofusione la materia resinosa, pressata a caldo sul calco di gesso, s’è aggregata producendo una copia dissimile dall’originale. Il risultato ottenuto ha portato lo scultore a ripensare le logiche sottese ai processi di seriazione e a ridiscutere il concetto d’identità anche attraverso la formulazione di alcuni interrogativi.
È immaginabile l’esecuzione di un non equivalente seguendo sempre la stessa regola, utilizzando gli stessi mezzi meccanici e lo stesso stampo?bedussi
È possibile creare – come avviene in natura, dove Matrice è madre, utero, principio generatore – un altro da sé che conservi le caratteristiche iniziali pur essendone totalmente o parzialmente dissimile?
Queste le domande alle quali l’artista intende porre ragione lanciando una sfida che si disputa là dove si esprime la profondità dell’io, là dove nasce “l’espressione di un’esteriorità inappropriabile, l’esposizione di un già esposto”. Luogo d’elezione – si diceva – diventa il volto indagato come soglia inviolabile, come icona inclusiva, come fenditura penetrabile”.

Mirko Bedussi è nato a Brescia nel 1966. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera sezione pittura. Tra il 1992 ed il 1996 lo scultore è stato tra i protagonisti di numerose mostre collettive bresciane. Nel 1993 è stato invitato a prender parte ad una mostra di prestigio alla Permanente di Milano, evento che ha segnato il definitivo ingresso dell’artista nel panorama dell’arte contemporanea nazionale. Vive e lavora a Brescia.

La mostra sarà visitabile fino all’11 dicembre.

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Daniela Iazzi
Cremonese di origine, studentessa a Milano e residente a Fidenza. Frequenta la Bocconi e si specializza in Arte, cultura e comunicazione. Lavora dal 2005 presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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