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Mantova. Imer Guala, taccuino di viaggio,memorie e segni d’Africa 1958, presso la ex Chiesa Madonna della Vittoria, sino al 7 gennaio prossimo. Per la prima volta al pubblico, viene presentato un corpus di fotografie storiche, dipinti a olio, acquerelli, schizzi da taccuino, che testimoniano il viaggio di Imer Guala in Africa Orientale.

Le opere sono 65, tutte inedite. La mostra nasce da un’eccezionale scoperta d’archivio di Elisabetta Bodrito Guala e Chiara Guala, dopo la scomparsa dell’artista. Elisabetta e Chiara ritrovano, nello studio del pittore, opere su carta, dipinti a olio e fotografie che non avevano mai visto.

Il materiale risale al 1958. Per le tele, viene condotto il restauro delle cornici, il diario di viaggio viene parzialmente trascritto in forma digitale, gli scatti fotografici vengono analizzati da Pietro Marsi, critico esperto. Viene persino ritrovata la macchina fotografica Rietzschel, insieme ad altri oggetti di uso quotidiano.

L’ Africa di Imer Guala. Viaggio compiuto nel 1958 con la spedizione di Angelo Lombardi, “l’amico degli animali”. Il pittore Imer Guala aderisce all’invito per un viaggio in Tanzania, Kenya e Uganda con la spedizione di Angelo Lombardi. Erano anni in cui l’Africa era una meta privilegiata per fare esperienze e l’entusiasmo lo accompagna, tant’è che al rientro della spedizione Imer vi rimane ancora per novanta giorni.

In questo periodo la sua esperienza si completa a contatto con le tribù del luogo, gli animali della savana e la natura esuberante. Annota su un diario le sue emozioni, e su un taccuino disegna ed elabora tutto quello che lo attrae e lo ispira: villaggi, tribù, uomini, donne, gruppi di persone nei loro costumi, paesaggi. Affascinato da questa realtà esuberante, fantastica e surreale; per non dimenticarla fissa le immagini attraverso una vasta serie di fotografie. Immagini che, opportunamente selezionate, verranno raccolte e sviluppate, in un grande manifesto, per raccontare un percorso di emozioni vissute in un mondo ancora incontaminato e sconosciuto.

Imer Guala nasce a Cossato (Biella) e fin da ragazzo frequenta il laboratorio dello scultore e intagliatore Italo Briasco, nonchè lo studio del pittore Luigi Boffa Tarlatta, già docente all’Albertina di Torino.

Nel 1946 ottiene a Biella il primo premio alla mostra nazionale ”Giovani Pittori”, mentre nel 1956 viene chiamato a dipingere le quattordici tavole della “Via Crucis” per il Duomo di Cossato. Dopo un breve soggiorno a Roma e una serie di viaggi in Africa, tra cui in Kenya, Uganda e Tanganica, soggiorna dal 1959 al 1963 a Nizza e poi a Parigi, dove frequenta Jean Cocteau. Succesivamente a Bruxelles incontra Paul Delvaux.

Dalle esperienze legate a questi viaggi e ai folgoranti incontri nascono le acquaforti presentate alla Graphothek di Berlino e premiate poi a Milano con “l’Ambrogino d’argento”, mentre la critica rileva quella svolta sensibile che lo porterà ad abbandonare il suo neo-arcaismo ed affrontare la silente realtà con esiti fra il fantastico e il surreale.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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