Berlino. Una sezione di Memorieincammino.it, il progetto di raccolta e divulgazione digitale di fonti storiche, ideato dall’Istituto Alcide Cervi in collaborazione con Cassa Padana, è ora parte dell’esposizione permanete presso il “Centro di documentazione sul lavoro forzato di Schöneweide – Fondazione Topografia del Terrore di Berlino”. bellm-tdt-blick_von_kap_machtuebernahme-jpg_max

Nell’area dell’attuale Schöneweide – Topografia del terrore dal 1933 al 1945 avevano sede le centrali del terrore nazionalsocialista: la Gestapo con una propria prigione, il comando delle SS, il servizio di sicurezza delle SE e la cancelleria del Reich. Da questo luogo veniva ordinata la persecuzione e l’annientamento dei nemici politici del nazionalsocialismo sul territorio nazionale e all’estero. Qui venne organizzato il genocidio degli Ebrei europei, dei Sinti e dei Rom. La mostra, aperta nel 2010 all’interno del centro di documentazione, ripercorre la storia di questo luogo, delle istituzioni del terrore site nelle immediate vicinanze del quartiere di governo nazionalsocialista e dei crimini che esse perpetrarono in tutta Europa.scheda-iames-lusetti

Lunedì 28 novembre a Berlino c’è stata la cerimonia inaugurale di una nuova sezione espositiva permanente: “Tra più fuochi. La storia degli internati militari italiani in Germania tra il 1943 e il 1945 alla presenza dei Ministri degli Esteri italiano Paolo Gentiloni e tedesco Frank-Walter Steinmeier.

Un’esposizione di oggetti e reperti unici dedicata agli IMI (Internati Militari Italiani) a cui l’Istituto Cervi ha contribuito con un documento, visibile anche sul portale multimediale dell’Istituto Memorieincammino.it. Si tratta della scheda di congedo di Iames Lusetti, internato militare italiano originario di Gattfoto-12-iames-lusettiatico e registrato presso lo Stalag X A di Schleswig: il documento è datato agosto 1944 e rappresenta il passaggio degli IMI a “lavoratori civili”, allo scopo di mitigarne così le difficili condizioni di vita.

L’evento di Schöneweide, oltre ad onorare la memoria degli oltre 650.000 Internati Militari Italiani nei lager nazisti, conferma l’interesse e la disponibilità a proseguire nella costruzione di una cultura della memoria condivisa degli orrori del passato anche a monito per il futuro. In coerenza con l’impegno assunto nel dicembre 2012 da Italia e Germania per chiudere un doloroso capitolo della nostra storia recente. Il Centro di documentazione sul lavoro forzato durante il Nazionalsocialismo intende favorire la conoscenza e la memoria del dramma vissuto, durante il regime nazista, da circa 12 milioni di uomini, donne, ragazzi e bambini in tutta Europa.

Memorieincammino.it è una piattaforma multimediale on line dal 2012 e sviluppata ad hoc per contenere fotografie, immagini, documenti, lettere, pagelle, testimonianze (oltre 2000); sono  i tasselli di un mosaico che rappresenta il complesso quadro di un’Italia in trasformazione, quell’Italia che va dal 1922 (inizio dell’Era Fascista) al 1945 (Liberazione), con uno sguardo ai primi passi della democrazia nel nostro paese.memorie_in_cammino

L’albero di Memorieincammino.it non è solo il logo del progetto: all’interno del sito esso divental’imprescindibile strumento di navigazione per tutti gli utenti che vogliano esplorare le storie di donne e di uomini nei luoghi dell’Antifascismo, della guerra e della Resistenza. Biografie, parole-chiave, racconto dei fatti storici, linea del tempo e mappa geografica sono quindi i frutti di questo albero: una modalità di navigazione e di conoscenza coinvolgente, quindi, che si rivolge agli appassionati di storia in rete, ma anche e soprattutto ai docenti e agli studenti che in Memorieincammino.it possono trovare materiale inedito per laboratori didattici e approfondimenti ai tradizionali percorsi formativi scolastici.

L’attività di ricerca e raccolta è stata avviata nella seconda parte del 2015 ed ha allargato il numero delle testimonianze al femminile già presenti su Memorieincammino.it: oltre 70 storie di donne, provenienti da quasi tutte le regioni della penisola, di età diverse e di diversa estrazione sociale, protagoniste di esperienze differenti le une dalle altre, dalle partigiane combattenti alle staffette, dalle deportate politiche e per motivi razziali alle vittime o familiari di vittime nelle stragi nazifasciste, fino ad arrivare a tutte quelle testimoni che hanno rappresentato gli occhi e le orecchie di un paese attraversato dalla Seconda Guerra Mondiale.

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