Mentre oggi 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani (oggi diritto anche a scegliere un altro paese dove vivere e lavoirare) escono i numeri Istat su “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”.

Due dati su tutti colpiscono: i cittadini stranieri giunti nel nostro paese sono scesi da 321 mila nel 2012 a 279 mila nel 2013. Mentre gli italiani (soprattutto i giovani laureati) se ne vanno scegliendo come nuova casa  la Gran Bretagna, la Germania, la Svizzera e la Francia-

Nel 2013, dice l’istituto di statistica, “le immigrazioni dall’estero sono state 307 mila, 43 mila in meno rispetto all’anno precedente (-12,3%)”.

Il calo delle iscrizioni dall’estero, spiega l’Istat, “è imputabile ai flussi che riguardano i cittadini stranieri, il cui numero scende da 321 mila nel 2012 a 279 mila nel 2013. Si osserva anche una contrazione delle iscrizioni dall’estero di cittadini italiani (da 29 mila a 28 mila unita’)”.

Nello specifico, “con 58 mila ingressi la comunita’ piu’ rappresentata tra gli immigrati e’ quella rumena, seguono: marocchina (20 mila), cinese (17 mila) e ucraina (13 mila). Rispetto al 2012, risultano in calo di 23 mila unita’ le iscrizioni di cittadini rumeni (-29%). In termini relativi, calano significativamente anche le iscrizioni di cittadini ecuadoriani (-37%), ivoriani (-34%), macedoni (-26%) e polacchi (-24%)”.

Nel 2013, invece, “si contano 126 mila cancellazioni dalle anagrafi per l’estero, 20 mila in piu’ dell’anno precedente. L’aumento delle emigrazioni e’ dovuto principalmente ai cittadini italiani, “le cui cancellazioni passano da 68 mila nel 2012 a 82 mila unita’ nel 2013 (+21%).

In aumento anche le cancellazioni di cittadini stranieri residenti, da 38 mila a 44 mila unita’ (+14%). Le principali mete di destinazione per gli italiani sono il Regno Unito, la Germania, la Svizzera e la Francia. Nel loro insieme questi paesi accolgono oltre la meta’ dei flussi in uscita”.

Le migrazioni da e per l’estero di cittadini italiani con piu’ di 24 anni di eta’ (pari a 20 mila iscrizioni e 62 mila cancellazioni) “riguardano per oltre il 30% del totale individui in possesso di laurea.