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Merano – Vini di altissima qualità, approfondimenti, nuovi stimoli dal mondo gastronomico, ma anche mondanità, divertimento e cultura. Perché “Excellence is an attitude”, come recita il motto del patron, presidente e fondatore della manifestazione Helmuth Köcher.

E’ stato intenso e articolato, ancor più del solito, il programma della 27esima edizione di Merano WineFestival, che si conclude il 13 novembre e che ha animato la città termale attirando gli esperti e appassionati di tutta Italia e sempre più anche dall’estero.

Dal 1992 vanno in scena ogni anno i migliori vini e prodotti gastronomici selezionati dal WineHunter Köcher durante le sue cacce, e le cinque giornate aspettano il pubblico con “The Official Selection”, un percorso fra le varie aree e differenti territori vinicoli da nord a sud del Paese.

Aziende italiane, selezionate dalle commissioni d’assaggio The WineHunter, offrono in degustazione i vini più pregiati e le ultime novità della loro produzione, e saranno affiancate dalle aziende internazionali, alcune delle cantine provenienti dalle regioni più interessanti del mondo.

Sono molte le novità viste in questa edizione: a partire da The Circle – People, Lands, Experiences, spazio Lounge di 450 mq in Piazza della Rena dove rilassarsi dopo una giornata intensa alla manifestazione, coordinato dal giornalista Francesco Fadda.

Fino al 12 novembre l’area sarà un palcoscenico di wine&food tasting, ospitando incontri con chef e piccoli produttori di tipicità, vignaioli e pizzaioli fra i più conosciuti. Inoltre, all’interno dell’area si potranno degustare 50 vini scelti dal WineHunter all’interno del parterre di selezione di vini che già partecipano al Merano WineFestival.

Altra novità è lo spazio dedicato ai vini rosati. Si chiama Rosé – Vino in Futuro ed è allestito al Kurhaus in Sala Czerny, fino a lunedì̀ 12 novembre: protagonisti sono i vini dei territori storicamente vocati alla produzione dei rosati, i cui consorzi di tutela lo scorso aprile hanno siglato il “Patto del Rosé” per la promozione unitaria della cultura del rosato, in Italia e all’estero.

Si possono così degustare Chiaretto di Bardolino, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Salice Salentino Rosato, per un totale di poco meno di 100 etichette servite dai sommelier Onav e coordinate dal consorzio Valtènesi.

Immancabile, come sempre, lungo la Passerpromenade, la famosa passeggiata a fianco del fiume Passirio e amata dalla principessa Sissi, la Gourmet Arena con l’accurata selezione di prodotti tipici nazionali ed internazionali, che ospita i migliori prodotti della culinaria, birrifici artigianali e distillati, per un percorso degustativo che attraversa l’Italia ed è affiancato da consorzi di tutela e gruppi del relativo territorio di riferimento.

E da questa edizione ad affiancarla c’è la nuova area espositiva Spirits Experienze, capitanata dal barmanager Fabio Bacchi, un viaggio tra degustazioni e seminari a tema all’insegna del “bere responsabile” organizzati dalle aziende con esperti del settore e rappresentanti della mixology che si potrà incontrare e conoscere personalmente e dove whiskey, rum, liquori e vermouth sono i protagonisti.

Sempre in tema purezza, in Piazza della Rena si svolge Wild Cooking, mentre nel Kurhaus e nelle Terme Storiche i protagonisti di “bio&dynamica” sono i vini biologici, biodinamici e PIWI.

E si è rinnovato anche l’annuale appuntamento al Merano WineFestival la presentazione della guida ViniBuoni d’Italia.

Il massimo riconoscimento che la guida Vinibuoni d’Italia attribuisce a quei vini che meglio interpretano la tipologia per le qualità organolettiche espresse, per la corrispondenza al vitigno e per l’affinità con le condizioni pedoclimatiche in cui nascono i vitigni da cui vengono prodotti.

Un riconoscimento attribuito dopo due diverse selezioni, la prima a carattere regionale in cui vengono scelti i finalisti che rappresentano l’eccellenza, e una seconda a livello nazionale. I vini arrivati a Finale per l’edizione 2018 sono stati 672 e di questi hanno raggiunto la CORONA 415.

Per la Regione Campania era presente il giornalista Dante Del Vecchio con la degustazione di vini di eccellenza (dal Vesuvio ai Campi Flegrei, dal Falerno del Massico all’Asprinio di Aversa, dal Taurasi e vini del Cilento) e prodotti agroalimentari (pizza ma anche Pasta di Gragnano Dop declinata alle diverse tipologie di pomodori della Campania).

In scena anche momenti di interpretazioni gastronomiche a cominciare dall’arte della pizza, oggi, patrimonio immateriale Unesco, con la partecipazione di Gino Sorbillo, Enzo Coccia e lo chef Antonio Tubelli.

Infine, alla ricerca del miglior giovane professionista di sala ci pensa Xenia – Emergente Sala, il contest omaggio all’antico concetto greco dell’ospitalità, ideato dal giornalista e critico enogastronomico Luigi Cremona.

 

 

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