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Parma – Una vera e propria città antiquaria all’interno della quale più di mille espositori, provenienti da tutte le piazze antiquarie europee, esibiscono le proprie scoperte a visitatori professionali, collezionisti e cultori della memoria.

Si tratta di un evento unico tra i più importanti appuntamenti del settore a livello europeo. Migliaia di proposte preziose, curiose o solamente “riscoperte di un recente passato” si mettono in vista su 45.000 metri quadrati di superficie espositiva.

Centinaia sono i buyer che hanno confermato la propria presenza, fra cui Stati Uniti, Francia, Germania, Argentina, Austria, Russia e Spagna sono i Paesi più rappresentati.

Nel volgere di uno sguardo, si potrà viaggiare dall’antiquariato più prezioso (troumeau, porcellane, ebanisteria settecentesca), all’orologeria più prestigiosa (Rolex, Audemars Piguet, Vacheron Constantin, ecc.). Dagli arredi pop e di design agli oggetti più stravaganti come la sezione del melo appartenuto a Shakespeare fino al collezionismo vintage: oggetti iconici come i bauli Louis Vuitton, la kelly bag di Chanel o particolari borse-gioiello, veri e propri “conversation pieces” che nessuna donna assennata considererebbe mai effimeri.

mercanteinfiera
Cristalli a Mercanteinfiera

MOSTRE COLLATERALI

• “L’Oro Matto e il gioiello-fantasia nella prima metà del Novecento”

In collaborazione con il Museo del Bijou di Casalmaggiore, nel cremonese, unico museo italiano dedicato alla bigiotteria A cura di Bianca Cappello.
Nata come imitazione della gioielleria, democratica perchè alla portata di tutti, originale per l’ampia gamma dei materiali impiegati, raffinata per la grande abilità artigiana, la bigiotteria in Italia raggiunse livelli prestigiosi anche grazie alla scoperta del “placcato oro”, inventato da Giulio Galluzzi a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, addirittura nel 1882.

Ed è il bijou il protagonista di questa esposizione. Oltre 100 pezzi realizzati in «placcato oro», in leghe metalliche, materiali plastici, paste di vetro, finto corallo, finti rubini, finti diamanti. Tutto finto, dove a brillare sono la precisione dell’esecuzione e la fantasia degli accostamenti. Un intreccio di stili e tecniche in un percorso in bilico tra moda, arte e design, che oltrepassa i confini dell’estetica restituendo, anche attraverso immagini e documenti dell’epoca, 60 anni di storia d’Italia.

• “Il mare sorride da lontano: dipinti, incisioni, manifesti e oggetti intorno all’immaginario del mare”. A cura di Paolo Aquilini, Serena Bertolucci, Luca Leoncini con Laura Cattoni e Simone Frangioni del Museo di Palazzo Reale di Genova.

Con quali mezzi gli artisti lo hanno raccontato e come è giunto fino a noi il suo mito fatto di storie, tempeste e bonaccia, separazioni e ritorni? E come è divenuto luogo di vacanza, modificando il costume dell’Italia con un fenomeno sociale che ha plasmato per sempre il nostro modo di vivere?

Un percorso a tappe che si snoda tra guide turistiche, abiti d’epoca, fotografie ed affiche pubblicitarie, per raccontare il mare come luogo dell’anima e di passioni. Come fu per Luigi Amedeo, Duca degli Abruzzi (1873-1933), l’ultimo inquilino di casa Savoia che abitò il primo piano nobile del Palazzo Reale di Genova.

Noto soprattutto come grande esploratore e navigatore, il duca elesse Genova a sua residenza perchè commissionava le imbarcazioni, da lui stesso disegnate, ai cantieri navali di Sestri Ponente e di Voltri. Proprio In virtù della sua attività nautica nel 1906 fu acclamato presidente onorario dello Yachting Club di Genova, che gli dedicò il porticciolo.

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