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Provaglio d’Iseo (Brescia) – Sarebbe semplicistico, forse riduttivo anche banale, identificare in questo titolo una sorta di argine alla deriva musicale e culturale della canzone italiana di questi ultimi anni.

Metti in salvo l’autore” vuol essere una sorta di “piccola riserva indiana della canzone d’autore” dove si possa tornare ad apprezzare la poesia messa in note, il testo di un brano, i suoi significati, il sentimento e l’emozione che esso suscita, i temi e i messaggi che vuole trasmettere, il momento storico, sociale e culturale vissuto dagli stessi artisti, i loro ideali le loro battaglie morali e sociali, conseguenti ispirazioni di concept album e autentici capolavori.

Molti di questi artisti il destino li ha portati via prematuramente, altri per scelta di vita e personale hanno dato l’addio alle scene e non calcheranno più i palcoscenici. Ma il patrimonio immenso che ci hanno regalato, soprattutto nei meravigliosi anni 70/80 non può essere disperso o dimenticato, ma riproposto, tenuto vivo, come stella polare per i nuovi e giovani virtuosi naviganti del domani.

Oggi manca un po’ tutto: ispirazione, sensibilità, qualità artistica, gavetta, ma soprattutto il coraggio di affrontare tematiche “sensibili”, preferendo allo studio e alla passione la strada veloce ma effimera del successo commerciale con composizioni prive di contenuti e di passione.

Oggi Fabrizio De Andrè non verrebbe neppure ammesso ad un talent show, ma è pur vero che non si sarebbe neppure mai sognato di andarci. Pochi giorni fa però e successo che alle selezioni di Xfactor, tra testi in inglese, rap, trap, e decine di altri generi, l’unica persona che ha regalato un momento di emozione e commozione unanime è stata una ragazza che ha cantato Sergio Endrigo accompagnata dal solo Oculele.

Si impone una riflessione: chissà quanti nuovi Endrigo, Tenco, Lauzi, Bindi, Dalla, De André, Fossati, Bertoli, Guccini, Graziani ecc… vengono dispersi a causa della mancanza di un punto di riferimento e di una visione alquanto limitata e miope del così detto establishment e dei presunti “esperti del settore”. Perché i giovani talenti ci sono, anche oggi, ma è evidente che se non ci sono contesti e format idonei alla loro crescita e formazione, oltre che visibilità, il futuro si presenta difficile.

Metti in salvo l’autore” è anche e soprattutto per loro, i giovani, quelli con il coraggio nelle proprie idee e nella loro visione artistica indipendente. Quelli che studiano, si migliorano, apprendono, imparano. I giovani che all’università di Genova seguono con straordinaria attenzione e partecipazione le lezioni di Ivano Fossati: un autentica boccata di ossigeno e di speranza!

Veniamo ora al dettaglio di questa prima edizione de “Metti in salvo l’autore”. Sette serate dedicate a 7 grandi cantautori: Ivan Graziani, Pino Daniele, Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Pierangelo Bertoli, Francesco Guccini, Lucio Battisti.

Questi i maestri della canzone d’autore italiana ai quali saranno dedicate le serate della prima edizione del Festival. Ogni serata sarà abbinata ad uno spettacolo e saliranno sul palcoscenico del Teatro Pax artisti di livello nazionale quali: Andrea Scanzi e Filippo Graziani, Luca Bonaffini e Alberto Bertoli, I Musici (la band storica di Francesco Guccini) con Vince Tempera, Antonio Marangolo, Ivano Zanotti, Pierluigi Mingotti e Juan Carlos Flaco Biondini.

Avremo poi le migliori tribute band, risultato di una certosina selezione di EventiMacramé svolta su tutto il territorio nazionale. Da Verona i Mercantinfiera 2.0 (Fabrizio De André); da Prato la Fossati Project Band (Ivano Fossati), da Firenze le Innocenti Evasioni (Lucio Battisti) e da Verona ancora, ma con sangue napoletano nelle vene, i PDEXperience (Pino Daniele). Band formate da giovani artisti davvero preparati, che suonano con il cuore e soprattutto “rispettosi” dell’artista che omaggiano.

Tutte le serate si svolgeranno al Teatro Pax di Provaglio d’Iseo (Brescia).


Si inizia venerdì 5 ottobre, alle ore ore 21, con “Fuochi sulla collina – retrospettiva sull’artista Ivan Graziani”, con Andrea Scanzi e Filippo Graziani. Pochi musicisti italiani sono stati autenticamente rivoluzionari come Ivan Graziani, il primo a far davvero dialogare rock e cantautorato. Amato ancora tanto ma mai ricordato abbastanza, “Fuochi sulla collina” è l’incontro-spettacolo concepito dal figlio Filippo, che lo interpreta come nessuno, e da Andrea Scanzi, che a teatro ha già portato con successo Giorgio Gaber e Fabrizio De André.

Il titolo fa riferimento a una delle canzoni più ispirate della musica italiana, “Fuoco sulla collina”, ma allude anche alla maniera del tutto personale che aveva Ivan Graziani nel declinare le sue tematiche. Negli anni affollati – i Settanta – in cui la musica d’autore si impegnava dichiaratamente, e a volte didascalicamente, Ivan cercava sempre una via tutta sua: poca politica, ma tanto sociale. Testi immediati, ma per niente semplici. E una capacità rara di inventare trame sonore mai scontate, nonché felicemente azzardate.

Lo spettacolo alterna la narrazione di Scanzi alle interpretazioni di Filippo. Entrambi ne ripercorrono la carriera e i mille snodi, cercando di stanare non solo i brani più noti (“Lugano addio“, “Taglia la testa al gallo“, “Monna Lisa“, “Pigro“), ma anche gli episodi meno famosi: i ritratti stralunati (“Io che c’entro“), gli squarci di provincia (“Scappo di casa“), gli scherzi ispirati (“Motocross“), la smisurata ritrattistica femminile (“Paolina“), le incursioni noir (“Fango“).

Chitarrista personalissimo, presente in dischi preziosi di Lucio Battisti e Francesco De Gregori, Ivan Graziani era capace di azzardi spericolati (“Il topo nel formaggio“) e trame oltremodo evocative (“Olanda“). E’ stato un pioniere mai banale e goliardicamente rivoluzionario, ironico e dannunziano, eclettico e spiazzante. Nient’affatto etichettabile, per nulla disimpegnato, casomai impegnato a modo suo. Ricordarlo, oltre che è un dovere, è un piacere che Filippo Graziani e Andrea Scanzi concedono a se stessi e condividono con il pubblico. Un ricordo senza cascami agiografici, ma con tanto affetto. E non meno riconoscenza.

Gli altri appuntamenti in programma.

Venerdì 12 ottobre – “Emozioni in note”: Concerto tributo a Pino Daniele con i PDEXperience.

  • Stefano Naclerio: Sax & Percussion
  • Anthony Roccolano: Voice & Guitar
  • Raffaele Buglione: Keyboard
  • Giuseppe Palumbo: Bass
  • Massimiliano Di Franco: Drum
  • Fabrizio Zappamiglio: Guitar

Venerdì 19 ottobre – “Viaggio di un poeta”: omaggio a Ivano Fossati con i Fossati Project Band.

  • Maela Chiappini: Voce solista
  • Stefano Torracchi Rotring: Voce solista & Pianoforte
  • Vincenzo Lo Monaco: Tastiere
  • Marco Polidori: Basso
  • Daniele Pacini: Batteria
  • Marco Battaglioli: Percussioni
  • Diego Lopilato: Chitarre

Venerdì 26 ottobreMercantinfiera 2.0: concerto Tributo a Fabrizio De Andrè.

  • Niné Ingiulla Voce solista & Chitarra
  • Paolo Pasqualetti: Chitarre & Mandolino
  • Eleonora Elio: Violino, Viola, Berimbau & Voce
  • Maurizio Leone: Flauti & Armonica
  • Gianpaolo Roncoletta: Basso elettrico & Voce
  • Diego Cantachin: Batteria • Giovanni Romio: Batteria
  • Giovanni Baldin: Pianoforte & Voce

Venerdì 9 novembre – “La notte in cui spuntò la luna dal monte“: Luca Bonaffini ricorda Pierangelo Bertoli – Ospite Alberto Bertoli.

  • Nicola Martinelli: Batteria & Cori • Matteo Pinfari: Basso • Emma Sereni: Voce
  • Emiliano Paterlini: tastiera & Piano • Luca Bonaffini: Chitarra acustica Armonica, Voce
  • Alberto Bertoli: Chitarra Acustica Voce

Venerdì 23  novembre – I Musici: la band e il repertorio storico di Francesco Guccini.

Venerdì 30 novembre – “1998/2018: Vent’anni senza Lucio”: Concerto Tributo a Lucio Battisti con le Innocenti Evasioni.

  • Leandro Ghetti: Voce, Chitarra, Pianoforte, Organo Hammond
  • Niccolò Chimenti: Chitarra elettrica e acustica, Tastiere, Cori
  • Luca Silvestri: Basso
  • Eugenio Nardelli: Batteria, Cori

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