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Verona. “Midsummer Night’s Dream” Il titolo della mostra di Marino Zanetti è un richiamo alla commedia shakesperiana, i colori sgargianti delle sue tele saranno ospiti da venerdì 28 giugno a domenica 1 settembre al palazzo della Gran Guardia. Inaugurazione: venerdì 28 giugno ore 18.

– I colori sono per me – racconta Martino Zanetti – il regno dei sogni e della memoria. La bellezza di Verona, città tra le più affascinanti, mi evoca tonalità meravigliose soprattutto notturne, nelle infinite gradazioni di viola e degli ori delle stelle. Pur nella mia assoluta certezza dell’identità degli autori delle commedie shakespeariane, ho voluto essere evocativo di un sentimento. La bellezza non necessita ed è anzi nemica dell’accademismo e della pedanteria. Questo titolo mi fa volare.-

Il filo conduttore è il colore e la possibilità dialettica con il fruitore finale. Un creatore del colore, come della musica e del suono, realizza la compiutezza della sua opera nel coinvolgersi con la sensibilità dello spettatore. La creazione dell’opera non gli è mai completa. Vi è sempre nell’artista una percentuale variabile d’imponderabile: tanto maggiormente questa variabile gli consente di entrare nell’unisono con lo spettatore, tanto è maggiore il valore dell’arte. Questa è la transitività dell’arte.

Il colore è l’elemento fondativo, il grande argomento della pittura di Zanetti. Nel suo lavoro iniziato negli Anni Settanta, il linguaggio espressivo fondato sulla ricerca cromatica diventa un vero e proprio tema assiale, che si traduce in materia solida, estremamente vitale che, come un’onda hertziana, percorre elettricamente tutta la sua opera.

L’artista opera su grandi superfici, con campiture vaste: il risultato sono grandi teleri dal forte impatto emotivo che reinterpretano, senza imitarli, i vasti repertori del linguaggio della pittura e dell’astrattismo contemporaneo, tracciando una linea che unisce idealmente Henri Matisse a Sam Francis. Il suo lavoro si svolge sotto la vasta ala protettrice della pittura veneta, terra nella quale è nato e dalla quale ha ricavato tutti gli stilemi del suo linguaggio.

Oltre che nella grande tradizione dei maestri antichi, Martino Zanetti per un altro versante, quello biografico, affonda le proprie radici creative in una storia personale molto forte, nella quale la sua formazione di imprenditore di successo si è tradotta in vitalità, creatività, inventiva e forte realismo: una componente basilare del suo operare quotidiano, che transita fisicamente, quasi per osmosi, anche nel fare arte.

Colori che diventano sensazioni, giochi materici di intrusioni sulla tela, emozioni cromatiche sgargianti che sprigionano forza, felicità del colore. La pittura di Martino Zanetti porta a viaggiare con leggerezza e, al tempo stesso, riempie di colore e definisce un’arte gioiosa.

Anche la musica è sentita da Zanetti come sinestetica alla pittura: a simbolo del forte legame con il mondo delle note, al centro dell’esposizione alla Gran Guardia campeggia un pianoforte rosso, un oggetto magico che sembra risuonare anche senza essere toccato.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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