Si chiama Walid Amoud sino a poco tempo fa era professore di geografia a Damasco, in Siria; ora è in fuga con i suoi figli in direzione Germania, in bicicletta! Non è un avventuroso viaggio estivo con vacanza alternativa, ma la fuga dalle zone di guerra dove la “morte corre per strada”, tanto per usare le parole del professore in fuga.

La bicicletta in questo caso è l’unico mezzo di trasporto alternativo ai piedi per attraversare la Macedonia: nel paese Balcanico è stato proibito ai migranti in fuga di usare i mezzi pubblici, ma non vi è alcun divieto per le biciclette… Ecco che si sono ingegnati i miglia di migranti che passato il confine della Grecia sono diretti in Europa, dopo rocambolesche fughe dalla Siria, dall’Afghanistan, dal nord Africa. Una rotta più sicura del mare, che già ha inghiottito migliaia di vite umane, ma molti più confini da passare con divieti, frontiere chiuse, mille altre difficoltà come per la via del mare e con gli stessi mercanti di uomini che cercano di far soldi sulle vite umane, ora anche i venditori di biciclette che hanno triplicato i prezzi.bici

La notizia apparsa da poco su alcuni giornali internazionali fa sorridere, ma non ridono coloro che fuggono dalle guerre abbandonando la loro vita. Come non ride Walid Amoud o il suo collega Bara professore di inglese in fuga con quattro figli, arrivati a Demir Kapija, un villaggio della Macedonia al confine con la Grecia, con un viaggio fatto con qualsiasi mezzo trovato, treno, barca, a piedi e ora in bicicletta. Ma non sono soli, la Macedonia vede sfilare comitive di migranti su due ruote ogni giorno. Diretti verso nord, sperano quindi di entrare in qualche paese dell’Unione per costruirsi una vita migliore.

Il sito dedicato alle due ruote Bikeitalia riporta: il prezzo delle biciclette non è affatto popolare, 120 euro per un modello economico usato, ma un negoziante avrebbe confidato a un inviato di  una testata giornalistica internazionale che i prezzi nel giro di poche settimane sono addirittura raddoppiati, per approfittare dell’impennata di richieste. “Dobbiamo sopravvivere anche noi”, spiega il negoziante.IMG_0731

Il viaggio in bici dei migranti per attraversare la Macedonia è tutt’altro che una passeggiata, diretti verso la valle del Vardar con gli zaini pieni dei loro pochi averi. A fine aprile, alcuni di loro sono morti investiti da un treno passeggeri mentre riposavano troppo vicini ai binari. Le biciclette vengono poi vendute nella cittadina di Kumanovo, nel nord della Macedonia, a un prezzo di massimo 50 euro, per riprendere il viaggio in Serbia con mezzi a motore e la complicità dei contrabbandieri che li aiutano a varcare la frontiera. Il prezzo per questo passaggio si aggira intorno ai 100 euro, e il continuo traffico di persone ha fatto intervenire il governo serbo con attività di contrasto alla tratta illegale di migranti.

Mentre il Parlamento macedone sta studiando una legge che permetta anche ai migranti l’utilizzo dei mezzi pubblici, loro continuano a pedalare verso la valle del Vardar, con le bici cariche più di speranze che di bagagli.

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.