Iseo, Brescia. In mostra alla Fondazione l’Arsenale di Iseo “Migrazioni. Contaminazione culturale tra i popoli” dal 10 settembre al 2 ottobre dove 24 artisti italiani e stranieri sono chiamati ad interpretare il tema del contagio culturale e sociale dei migranti, attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.suada-elisbar-le-grand-bassin-bleu-2016-200x122-cm-olio-su-tavola

«Ad oggi l’Impero del Sol Levante ha l’identità culturale più ibrida al mondo. L’intero arcipelago è un punto d’incontro tra culti orientali e Occidente moderno, tra Babbi Natale di cioccolato e princìpi buddhisti fondamentali» – scrive il giovane poeta-scrittore campano Marco Amore, nel testo che fa da introduzione alla mostra. 

Pittura, scultura, fotografia, ma anche musica e poesia si incontrano dando vita ad un percorso culturale, che alterna mostra, performance musicali e conferenze. Sino al 2 ottobre il tempo per rielaborare attraverso l’arte un argomento che ci tocca da vicino e che sta creando, a volte per disinformazione, un’inquietudine sociale.

“Migrazioni. Contaminazione culturale tra i popoli” si colloca in linea di continuità con la collettiva “Oltre la vita”, promossa nella primavera del  2015, dedicata al tema della morte e ispirata dalla “Danza macabra” conservata a Iseo, nella chiesa di San Silvestro.

mirko-bedussi-ri-nascita-2004-terracotta-rossa-patinata-42x26x40-cmDurante la sera dell’inaugurazione, fissata per sabato 10 settembre dalle 18.00 negli spazi della Fondazione, si terrà il concerto del percussionista Giovanni Passera. I suoni del tamburo come strumento arcaico e primordiale trasversale di tutte le culture.

 “Mar Mediterrano: non restiamo a guardare” è il titolo della serata, organizzata con la collaborazione e il patrocinio di  Medici senza frontiere, per il 15 settembre. L’incontro vedrà l’intervento di Giorgio Contessi, Responsabile Comunicazione per le attività di ricerca e soccorso in mare per Medici Senza Frontiere, e sarà moderato dal giornalista Carlo Muzzi.

Il racconto di un “esodo biblico contemporaneo” prende forma nell’incontro del 22 settembre con Don Fabio Corazzina, parroco di Santa Maria in Silva a Brescia, conosciuto per il suo impegno nell’accoglienza.

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.