Me la ricordo io Milly.

Me la ricordo mentre cantava Brecht. Oppure, in un milanese strettissimo (anche se lei milanese non era…), “O mia bela Madonina”.

Milly, al secolo  Carolina Francesca Giuseppina Mignone,  ha attraversato la storia della canzone italiana dall’inizio degli anni ‘20 al 1980. Fino al giorno della sua morte, il 22 settembre di quell’anno.

Milly era nata ad Alessandria il 26 febbraio 1905 e neppure ventenne debutta nel teatro della sua città. Poi fa la soubrette, lavora con i fratelli De Filippo, fa un po’ di cinema (al fianco di Vittorio De Sica).

Il suo primo disco lo incide nel 1929 ed era un 78 giri!

Il successo arriva al Piccolo di Milano, con Giorgio Strehler e, soprattutto, l’Opera da tre soldi di Brecht.

In questo spettacolo che va in scena a Verona, la sua indimenticabile figura è raccontata con leggerezza attraverso immagini, letture e canzoni per rendere omaggio ad un’artista dallo stile inconfondibile che ha interpretato un repertorio vasto, passando dalla canzone leggera a Brecht, dai cantautori degli anni ’60 al cabaret milanese.

Lo spettacolo, già collaudato, si arricchisce in questa rinnovata edizione del contributo del giornalista e storico dello spettacolo Enrico de Angelis e della voce di Alice Ronzani. Al piano Camilla Baraldi.

Sarà un’occasione per ripercorrere attraverso fatti e divertenti aneddoti la storia del secolo scorso e riascoltare canzoni intramontabili.

A raccontare e….. infastidire relatori e musicisti con le loro chiacchiere saranno in scena due personaggi d’eccezione: Gino Franzi e Gabrè, celebri cantanti dell’epoca.